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Carcere di Enna, il Movimento Forense: "Servono interventi urgenti per garantire dignità e sicurezza"
Dopo i recenti fatti avvenuti nell'istituto penitenziario ennese, il Dipartimento Carceri
del Movimento Forense chiede una riforma del sistema penitenziario
e misure immediate contro sovraffollamento e carenza di personale.
Dopo i recenti e gravi episodi verificatisi all'interno della casa circondariale di Enna, il Dipartimento Carceri del Movimento Forense lancia un appello alle istituzioni
affinché vengano adottati interventi urgenti per affrontare la crisi del sistema penitenziario italiano, con particolare attenzione alla situazione degli istituti siciliani.
La presidente nazionale del Movimento Forense, l'avvocata Elisa Demma, e la coordinatrice regionale siciliana del Dipartimento Carceri, l'avvocata Eliana Maccarrone, esprimono forte preoccupazione per una condizione che definiscono "strutturale" e non riconducibile a singoli episodi.
Secondo il Movimento Forense, quanto accaduto a Enna rappresenta il segnale di una situazione ormai insostenibile, nella quale risultano compromesse sia la dignità della pena sia la sicurezza di detenuti e operatori penitenziari. Tra le principali criticità viene indicato il sovraffollamento degli istituti, ritenuto incompatibile con i principi costituzionali.
Il Dipartimento Carceri propone una serie di interventi prioritari, a partire da misure di deflazione carceraria per ridurre la popolazione detenuta e ristabilire condizioni di vivibilità adeguate. Viene inoltre sollecitata una riforma delle misure alternative alla detenzione, con procedure più snelle per favorire il reinserimento e ridurre la pressione sul sistema penitenziario.
Tra le richieste figurano anche la riqualificazione delle strutture detentive, affinché siano luoghi realmente orientati alla rieducazione, e un piano straordinario di assunzioni che rafforzi gli organici della Polizia Penitenziaria, degli educatori e del personale sanitario.
Particolare attenzione è dedicata anche al tema del lavoro, con la proposta di promuovere un piano nazionale per favorire l'assunzione dei detenuti in uscita, previa formazione, e di incentivare il lavoro svolto all'interno degli istituti attraverso una retribuzione equa.
Il Movimento Forense annuncia infine che continuerà a monitorare le condizioni di vita nelle carceri italiane, facendosi portavoce presso le istituzioni della necessità di una riforma complessiva del sistema penitenziario, ispirata ai principi costituzionali di umanità e alla finalità rieducativa della pena.
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