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ANAFePC presenta un esposto alle Procure: riflettori sulla crisi idrica in Sicilia
L'associazione denuncia disservizi, reti obsolete e opere incompiute, chiedendo
verifiche su appalti, responsabilità e tutela della salute pubblica.
La battaglia di ANAFePC contro la crisi idrica in Sicilia entra nelle aule di giustizia. L'associazione ha presentato un esposto-denuncia alle Procure delle nove
province siciliane e ai Ministeri dell'Ambiente, delle Infrastrutture e della Salute, chiedendo accertamenti sulle cause dei gravi disservizi che interessano il territorio.
Secondo ANAFePC, in numerosi Comuni l'acqua manca anche per 15-20 giorni consecutivi a causa delle perdite delle reti idriche, costringendo molte famiglie a ricorrere alle autobotti private e a sostenere una doppia spesa, pagando sia il servizio pubblico sia i rifornimenti alternativi. L'associazione aveva già sollecitato controlli sulla qualità dell'acqua e sulle autorizzazioni delle autobotti.
"Non possiamo più tollerare che ai siciliani venga negato un diritto primario come l'accesso all'acqua. Vogliamo che si faccia piena luce su trent'anni di ritardi, omissioni e responsabilità", ha dichiarato Calogero Coniglio, presidente di ANAFePC.
L'esposto richiama inoltre l'attenzione sulle grandi opere incompiute, in particolare le dighe di Blufi e Pietrarossa, i cui cantieri risultano fermi da oltre trent'anni. La diga di Blufi, una volta completata, potrebbe garantire l'approvvigionamento idrico a un ampio bacino comprendente le province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Catania, Ragusa e parte del Palermitano.
"I nostri sopralluoghi hanno documentato cantieri fermi e opere strategiche mai completate, mentre i cittadini continuano a subire la mancanza d'acqua. Chiediamo che vengano accertate eventuali responsabilità e che queste infrastrutture diventino finalmente operative", ha affermato Maurizio Cirignotta, vicepresidente di ANAFePC.
Con l'iniziativa, l'associazione chiede a Magistratura e Ministeri di verificare appalti, ritardi, controlli sanitari e gestione del servizio idrico, con l'obiettivo di garantire trasparenza e il pieno rispetto del diritto all'acqua per tutti i cittadini siciliani.
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