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Ballottaggi in Sicilia, tripletta progressista: cadono tre bastioni del centrodestra
Tre comuni siciliani al voto per il secondo turno amministrativo. Vittoria netta del campo progressista ad Agrigento, colpo a sorpresa a Bronte. Affluenza in calo ovunque.
Si chiude con un risultato inequivocabile, almeno sul piano politico, la tornata dei ballottaggi in Sicilia: tre comuni erano tornati alle urne il 7 e l'8 giugno, Agrigento, Bronte (in
provincia di Catania) e Ispica (in provincia di Ragusa) e in tutti e tre i casi il verdetto delle urne non ha lasciato spazio a sorprese nella sostanza, pur riservando margini di vittoria ben più ampi delle attese.
Il risultato più atteso, e più carico di significato, arriva dal capoluogo di provincia. Il ballottaggio ha decretato Michele Sodano nuovo sindaco di Agrigento, con uno schiacciante 72,31 per cento delle preferenze. Una vittoria imposta fin dalle prime sezioni scrutinate sullo sfidante Gerlando "Dino" Alonge, sostenuto da Forza Italia, Fratelli d'Italia, UDC e autonomisti del MPA.
Per la prima volta nella storia, la città sarà amministrata da un sindaco progressista. Sodano, ex M5s, fa parte di Controcorrente, il movimento del deputato regionale Ismaele La Vardera, ed è stato appoggiato da PD e M5s. Prima dell'elezione diretta, Agrigento era stato feudo incontrastato della DC e, dagli anni Novanta, dei suoi eredi politici come Udeur e UDC.
Al primo turno Sodano aveva ottenuto il 39,13% delle preferenze, Alonge il 34,79%. Il divario si è trasformato in un vero e proprio plebiscito nel secondo turno: Alonge si è fermato al 27,69% delle preferenze quando sono state scrutinate tutte le 57 sezioni.
Sul piano politico, la sconfitta del centrodestra viene attribuita soprattutto alle divisioni interne. «Auguri a Michele Sodano per la sua elezione a sindaco di Agrigento. Era un risultato che, obiettivamente, ci aspettavamo: il centrodestra paga il prezzo delle proprie divisioni», ha dichiarato l'assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino.
Dal fronte vincente, il tono è già proiettato verso traguardi più ampi: «Adesso occorre accelerare il processo costituente di un'alleanza e di un programma che sia in grado di liberare tutta la Sicilia da un sistema criminogeno che ha razziato la nostra regione», ha dichiarato una voce della coalizione vincente.
Colpisce forse ancora di più, per il peso simbolico, il risultato di Bronte. Il nuovo sindaco è Giuseppe Gullotta che, con il 63,72 per cento delle preferenze, doppia lo sfidante Giuseppe Castiglione, parlamentare nazionale di Forza Italia ed ex presidente della provincia di Catania. Un risultato che assume particolare rilievo nel comune etneo, storicamente considerato uno dei principali riferimenti politici della famiglia Firrarello-Castiglione.
Gullotta, avvocato, era il candidato civico sostenuto dal neonato movimento ControCorrente del deputato all'ARS Ismaele La Vardera. «Sono stati cinque anni di impegno civico», ha commentato il neo-sindaco. «In questa campagna elettorale ho sentito grande vicinanza e affetto dai cittadini, che mi hanno manifestato in tanti modi la voglia di cambiare».
Nel comune ragusano, la sfida è risultata meno spettacolare nei numeri ma altrettanto netta nell'esito: con oltre il 56% delle preferenze, Pierenzo Muraglie è il nuovo sindaco di Ispica, con 4.148 voti (56,71%), battendo Serafino Arena (3.166 voti, 43,29%).
In'ombra si allunga però sui risultati: la partecipazione al voto è calata sensibilmente rispetto al primo turno in tutti e tre i comuni. Ad Agrigento hanno votato 21.035 persone (41,03%, con un calo di 18,16 punti percentuali rispetto al primo turno); a Bronte 10.646 persone (55,19%, -6,36%); a Ispica 7.483 cittadini (51,30%, -10,25%).
Complessivamente, secondo i dati del portale della Regione Siciliana, alle 15 dell'8 giugno hanno votato per i ballottaggi 39.164 elettori sugli 85.143 aventi diritto, pari al 46%, con un calo del 14,25% rispetto al primo turno.
Il risultato siciliano si inserisce in un contesto nazionale che sorride al centrosinistra. Nei capoluoghi di provincia al ballottaggio è finita 3-3: Arezzo, Lecco e Macerata al centrodestra; Agrigento, Chieti e Trani al centrosinistra. Sul totale dei 18 capoluoghi al voto in questa tornata, il centrosinistra sale da 8 a 10 sindaci, il centrodestra da 5 a 6, mentre i civici scendono da 5 a 2.
La Sicilia, con i suoi tre capoluoghi e comuni simbolo passati al campo progressista o al civismo anti-establishment, contribuisce a scrivere una pagina politica che i partiti di opposizione leggono come prova generale in vista delle prossime regionali.
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