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Meloni torna a Niscemi: “Pronti 150 milioni tra sicurezza del territorio e indennizzi”
La premier annuncia due programmi da 75 milioni dopo la frana: “Non si ripeterà la vergogna dei risarcimenti arrivati dopo decenni”
A quattro mesi dalla frana che ha provocato lo scivolamento di oltre quattro chilometri di terreno e l’evacuazione di circa un centinaio di residenti, la presidente del Consiglio Giorgia
Meloni è tornata a Niscemi per una nuova visita istituzionale. Accompagnata dal capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, la premier ha fatto tappa inizialmente al Municipio della città nissena.
Si tratta della terza visita della presidente del Consiglio nel comune siciliano, dopo quelle del 28 gennaio e del 16 febbraio, a testimonianza dell’attenzione del governo verso l’emergenza legata al dissesto idrogeologico.
Durante l’intervento in Consiglio comunale, Meloni ha annunciato l’imminente approvazione di due programmi straordinari da 75 milioni di euro ciascuno, per un totale di 150 milioni di euro. “Siamo pronti, con tempi abbastanza veloci, a mettere a terra le risorse stanziate con il decreto legge di febbraio”, ha dichiarato la premier, spiegando che il Consiglio dei ministri previsto per domani dovrebbe approvare il piano.
Il primo programma sarà destinato alla messa in sicurezza del territorio, con interventi strutturali per affrontare in modo definitivo il fenomeno franoso e ripristinare le infrastrutture viarie fondamentali per la mobilità e le attività economiche locali. Il secondo piano riguarderà invece gli indennizzi per i proprietari delle abitazioni crollate, sgomberate o dichiarate inagibili.
“La differenza rispetto al 1997 è che oggi gli interventi vengono programmati subito”, ha sottolineato Meloni, ricordando come, dopo la precedente frana che colpì Niscemi, i risarcimenti siano arrivati dopo decenni. “Avevo promesso che non si sarebbe ripetuta quella vergogna insostenibile”, ha aggiunto, riconoscendo però il diffuso scetticismo dei cittadini nei confronti dello Stato centrale.
Sul fronte degli aiuti abitativi, la premier ha spiegato che i contributi potranno essere utilizzati per acquistare una nuova casa già esistente, comprare un terreno edificabile e costruire un’abitazione in una zona sicura di Niscemi o nei comuni limitrofi, oppure recuperare immobili già in possesso delle famiglie beneficiarie.
Lo stanziamento previsto per questa misura ammonta a 75 milioni di euro, mentre la stima attuale dei contributi necessari supera di poco i 50 milioni. Le risorse residue saranno utilizzate per completare la demolizione degli edifici pericolanti o ormai inagibili.
Meloni ha inoltre evidenziato la complessità tecnica dell’evento franoso, definendolo un caso eccezionale dal punto di vista geologico: “Sono stati individuati tre diversi corpi di frana che si sono mossi contemporaneamente, ma in maniera separata tra loro”. Una situazione che, secondo la presidente del Consiglio, impone interventi strutturali e non soluzioni localizzate.
Infine, la premier ha assicurato che il governo intende gestire le macerie “come se ci fosse stato un terremoto”, puntando su tecniche moderne e attenzione alla tutela del territorio.
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