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- Categoria: Sindacale
CNDDU: stipendi docenti, serve un riequilibrio
Il Coordinamento propone un Fondo pluriennale per rafforzare la competitività della professione
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione del Ministero dell’Istruzione e del Merito sulla progressiva perdita di competitività retributiva della professione
docente rispetto ad altri settori qualificati del pubblico impiego.
Secondo il Rapporto semestrale ARAN n. 2/2025, tra il 2015 e il 2025 le retribuzioni contrattuali del comparto Istruzione e Ricerca sono cresciute del 13,4%, contro il 17,7% delle Funzioni centrali e il 15,7% della Sanità. Un differenziale che, secondo il CNDDU, merita un’attenta valutazione.
Il tema assume ulteriore rilievo alla luce dei recenti rinnovi contrattuali. Il CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 prevede per i docenti un incremento medio lordo mensile di circa 143 euro a regime dal gennaio 2027, mentre la pre-intesa dell’Area Sanità indica per la dirigenza sanitaria un incremento medio complessivo di 560 euro lordi mensili.
Il CNDDU precisa che il confronto riguarda professionalità differenti e non implica richieste di equiparazione. Evidenzia però la diversa consistenza degli interventi economici e la necessità di verificare la competitività della professione docente.
Inflazione, costi abitativi, mobilità territoriale e formazione professionale incidono ulteriormente sul potere d’acquisto degli insegnanti. Una retribuzione non adeguatamente competitiva può inoltre rendere più difficile attrarre e trattenere personale qualificato.
Per questo il CNDDU propone al Ministro Giuseppe Valditara l’istituzione di un Fondo pluriennale per il riequilibrio retributivo del personale docente, finanziato con risorse aggiuntive rispetto agli stanziamenti ordinari.
Il Fondo dovrebbe essere preceduto da una ricognizione delle retribuzioni del pubblico impiego, realizzata con ARAN e Ragioneria generale dello Stato, e accompagnato da un programma quinquennale con obiettivi verificabili e finanziamenti progressivi.
“Non si tratta di equiparare professioni differenti – sottolinea il CNDDU – ma di evitare che la crescita disomogenea delle retribuzioni penalizzi ulteriormente la competitività dell’insegnamento. La valorizzazione economica dei docenti deve diventare una scelta strutturale per garantire attrattività e qualità della scuola”.
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