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- Categoria: Sindacale
Arpa Sicilia, organici ridotti del 70%: a novembre a rischio 90 lavoratori precari
Il Csa-Cisal lancia l’allarme e chiede a Governo regionale e Ars
di intervenire per evitare la scadenza dei contratti.
Badagliacca: «Servono stabilizzazione e risorse»
È allarme sul futuro di 90 lavoratori dell’Arpa Sicilia, altamente specializzati e assunti attraverso procedure pubbliche, i cui contratti a tempo determinato scadranno a novembre
2026. A denunciare il rischio di una nuova perdita di professionalità è Giuseppe Badagliacca del Csa-Cisal, che ha scritto al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e all’assessore regionale al Territorio Giusi Savarino, chiedendo la convocazione di un incontro istituzionale.
Il sindacato sottolinea una situazione definita paradossale: l’Arpa, impegnata in attività essenziali per la tutela ambientale e la salute pubblica, presenta una scopertura dell’organico superiore al 70%.
«Abbiamo rappresentato più volte questa situazione – afferma Badagliacca – che riguarda 90 lavoratori altamente specializzati, assunti mediante selezione pubblica, che rischiano di lasciare l’ente proprio quando le competenze maturate sarebbero necessarie».
Secondo il sindacato, una possibilità di intervento sarebbe prevista dalla legge nazionale 69/2025, attraverso una norma regionale in deroga e uno stanziamento di 5 milioni di euro destinato alla stabilizzazione.
Il problema, evidenzia il Csa-Cisal, riguarda non soltanto il futuro occupazionale dei lavoratori e delle loro famiglie, ma anche la capacità operativa dell’Arpa, impegnata tra l’altro nel monitoraggio della qualità delle acque e dell’aria.
«La norma sul blocco delle assunzioni ha penalizzato anche l’Arpa – conclude Badagliacca –. Rivolgiamo quindi un appello alle forze parlamentari, di maggioranza e opposizione, affinché il destino di questi lavoratori diventi una priorità e venga sottratto agli scontri politici».
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