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- Categoria: Sindacale
Palermo - Disagio minorile e povertà educativa in Sicilia: l’allarme della Cisl sui dati di Save the Children
Leonardo La Piana richiama politica e istituzioni regionali: “Servono investimenti immediati su scuola, welfare e periferie per salvare il futuro delle nuove generazioni siciliane”.
Oltre 24 mila minori intrappolati tra povertà, dispersione scolastica e marginalità sociale nelle aree più fragili di Palermo, Catania e Messina. È questo il quadro allarmante emerso dalla mappa del disagio socioeconomico urbano elaborata da ISTAT e Save the Children, dati che hanno spinto la Cisl Sicilia a lanciare un forte appello alle istituzioni regionali e locali.
A commentare il report è stato il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, che ha definito la situazione “un’emergenza sociale ed economica non più tollerabile”.Secondo i dati diffusi, nelle aree urbane più vulnerabili si contano oltre 14 mila minori in condizioni di estrema fragilità a Palermo, quasi 7 mila a Catania e circa 3 mila a Messina. Numeri che, secondo il sindacato, raccontano l’esistenza di una “Sicilia a due velocità”, dove il luogo in cui si nasce continua a determinare opportunità, diritti e prospettive di vita.
“La povertà economica e quella educativa stanno producendo effetti devastanti anno dopo anno”, ha dichiarato Leonardo La Piana, evidenziando come il fenomeno dei Neet rappresenti uno degli aspetti più preoccupanti del quadro sociale siciliano. Nei quartieri maggiormente colpiti dal disagio, infatti, oltre la metà dei giovani tra i 15 e i 29 anni non studia e non lavora: il 57% a Catania e il 55,5% a Palermo.
Per la Cisl Sicilia, uno dei nodi principali riguarda la carenza di servizi per l’infanzia e di infrastrutture sociali adeguate. L’assenza del tempo pieno nelle scuole, la mancanza di asili nido e l’insufficienza dei servizi di supporto alle famiglie contribuiscono ad alimentare un circolo vizioso di povertà che si trasmette da una generazione all’altra.“Senza servizi educativi e sociali efficienti — sottolinea La Piana — le famiglie più vulnerabili, e soprattutto le donne, restano escluse dal mercato del lavoro, aggravando ulteriormente il disagio economico e sociale”.
Il sindacato chiede quindi un utilizzo immediato e concreto delle risorse disponibili attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, i fondi europei e gli strumenti destinati alla coesione territoriale. L’obiettivo è avviare una vera rigenerazione delle periferie siciliane attraverso interventi strutturali che comprendano scuole aperte anche nel pomeriggio, mense scolastiche gratuite per le famiglie sotto la soglia di povertà, presìdi socio-sanitari di prossimità, assistenti sociali e centri di aggregazione giovanile.
Da tempo la Cisl Sicilia sollecita inoltre l’avvio di un confronto stabile tra governo regionale, enti locali, parti sociali e terzo settore per costruire un nuovo modello di welfare territoriale capace di intercettare precocemente le situazioni di disagio familiare e prevenire l’isolamento sociale dei più giovani.“Non può esserci sviluppo economico — conclude Leonardo La Piana — se continuiamo a lasciare indietro intere generazioni. Curare le ferite delle periferie siciliane deve diventare una priorità assoluta dell’agenda politica regionale”.
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