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- Categoria: Concorsi
Concorso Agenzia Entrate: il CGA conferma la sentenza del TAR a favore di un giovane ingegnere agrigentino
Respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate: “Il lavoro precario non può penalizzare chi appartiene alle categorie protette”
Nuovo pronunciamento favorevole per un giovane ingegnere della provincia di Agrigento nella vicenda legata a un concorso pubblico dell’Agenzia delle Entrate. Il Consiglio di Giustizia
Amministrativa per la Regione Siciliana (CGA), con ordinanza pubblicata il 22 maggio 2026, ha respinto la richiesta cautelare avanzata dall’Amministrazione finanziaria, confermando la precedente decisione del TAR Sicilia.
Il caso riguarda l’esclusione dell’ingegnere G.L., difeso dagli avvocati Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e Giuseppe Gatto, dalla graduatoria dei vincitori di un concorso per funzionari dell’Agenzia delle Entrate.
Il professionista, regolarmente iscritto nelle liste delle categorie protette ai sensi della Legge 68/99 al momento della presentazione della domanda, aveva superato la prova concorsuale. Tuttavia, durante lo svolgimento della procedura aveva accettato un incarico temporaneo come docente precario presso il Ministero dell’Istruzione, perdendo momentaneamente lo stato di disoccupazione.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, il requisito della disoccupazione avrebbe dovuto permanere per tutta la durata del concorso. Una interpretazione che aveva determinato l’esclusione del candidato dalla riserva dei posti prevista per le categorie protette.
Il TAR Palermo, con sentenza pubblicata il 3 marzo 2026, aveva però annullato i provvedimenti dell’Amministrazione, chiarendo che né la normativa vigente né il bando di concorso impongono il mantenimento continuo dello stato di disoccupazione durante tutte le fasi della selezione. Il requisito, secondo i giudici amministrativi, deve essere posseduto al momento della candidatura e dell’eventuale assunzione.
L’Agenzia delle Entrate aveva quindi presentato appello al CGA chiedendo la sospensione della sentenza di primo grado, ma il Collegio presieduto da Ermanno de Francisco, con relatore Giuseppe La Greca, ha rigettato l’istanza cautelare, confermando la validità dell’interpretazione già adottata dal TAR.
Il CGA ha inoltre condannato l’Amministrazione al pagamento delle spese legali della fase cautelare.
La vicenda rafforza un principio considerato particolarmente importante in materia di inclusione lavorativa: l’accettazione di un impiego temporaneo o precario non può trasformarsi in un elemento penalizzante per i lavoratori appartenenti alle categorie protette che aspirano a una occupazione stabile nella pubblica amministrazione.
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