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- Categoria: Comuni
Carcere di Enna Camera Penale denuncia gravi criticità
Dopo la visita ispettiva del 16 luglio gli avvocati chiedono interventi urgenti su sovraffollamento organici e ristrutturazione della Casa circondariale Luigi Bodenza.
ENNA – Un carcere segnato da sovraffollamento, carenza di personale, criticità strutturali e condizioni che rischiano di compromettere sia la sicurezza sia il percorso rieducativo dei detenuti. È il
quadro tracciato dalla Camera Penale di Enna "Francesco Tavella" nella relazione redatta dopo la visita ispettiva effettuata il 16 luglio scorso alla Casa circondariale "Luigi Bodenza".
Secondo il documento, la situazione dell'istituto è particolarmente delicata. A fronte di una capienza regolamentare di 167 posti, dopo la rivolta del 4 luglio sono diventati utilizzabili soltanto 130 posti, mentre i detenuti presenti sono 189. Ne deriva un tasso reale di sovraffollamento del 145,4%, considerato uno dei principali fattori di criticità dell'intera struttura.
A destare forte preoccupazione è anche la carenza di personale della Polizia penitenziaria. La relazione evidenzia che gli agenti effettivamente in servizio sono appena 62 rispetto ai 97 previsti dalla pianta organica e che quelli realmente impiegabili nella vigilanza dei reparti sono circa 46, un numero ritenuto insufficiente per garantire sicurezza e gestione dell'istituto. Criticità vengono segnalate anche nell'area educativa, dove operano soltanto tre funzionari giuridico-pedagogici a fronte di 189 detenuti, 130 dei quali con condanna definitiva.
Nel corso dell'ispezione la delegazione ha riscontrato celle sovraffollate, servizi inadeguati, insufficiente disponibilità di acqua calda, assenza di ventilazione, spazi comuni ridotti e diffuse problematiche igienico-sanitarie, comprese segnalazioni di presenza di roditori nel padiglione storico. Una situazione che contrasta con le condizioni del padiglione di più recente costruzione, definito più moderno e idoneo allo svolgimento delle attività trattamentali.
La relazione dedica ampio spazio anche ai disordini verificatisi tra la fine di giugno e l'inizio di luglio. Dopo due tentativi di evasione, il 4 luglio una rivolta ha interessato il padiglione storico, provocando ingenti danni alle strutture, la distruzione di impianti e celle, il sequestro di un intero reparto e la perdita di 37 posti detentivi. Gli avvocati sottolineano come l'episodio sia maturato in un contesto già caratterizzato da sovraffollamento, vetustà della struttura e forte tensione interna.
Tra le criticità segnalate figurano anche il limitato accesso al lavoro per i detenuti, la scarsità di percorsi di reinserimento, la presenza di numerosi soggetti tossicodipendenti e con problematiche psichiatriche, oltre all'aumento degli episodi di autolesionismo e delle aggressioni ai danni del personale di Polizia penitenziaria.
Nelle conclusioni la Camera Penale chiede un piano di interventi immediati: potenziamento dell'organico della Polizia penitenziaria, riduzione del sovraffollamento, avvio dei lavori di ristrutturazione del padiglione storico, incremento del personale educativo, maggiore sviluppo delle attività lavorative per i detenuti, interventi di sanificazione e derattizzazione e rapida definizione delle procedure necessarie per consentire l'avvio delle opere già finanziate.
Per la Camera Penale di Enna, quanto emerso non rappresenta un'emergenza occasionale ma il risultato di criticità strutturali denunciate da anni e rimaste prive di risposte adeguate. Una situazione che, conclude la relazione, impone un intervento urgente delle istituzioni competenti per garantire sicurezza, dignità delle persone detenute e migliori condizioni di lavoro per il personale penitenziario.
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