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- Categoria: Beni Culturali
L'allarme di Schillaci: Sicilia fuori dal sistema nazionale di prevenzione sui beni culturali
La deputata M5S sollecita la riattivazione della Carta del Rischio regionale,
progetto fermo dal 2010 e finanziato con fondi europei
La Sicilia risulterebbe l’unica regione italiana non integrata nel sistema nazionale della Carta del Rischio del patrimonio culturale,
strumento gestito dal nuovo Istituto centrale per la prevenzione dei rischi del Ministero della Cultura. Una condizione che, secondo la vicepresidente del gruppo M5S all’Ars Roberta Schillaci, limiterebbe la capacità di prevenire, monitorare e gestire le minacce che incombono sui beni culturali dell’isola, spesso esposti a calamità naturali, effetti dei cambiamenti climatici e fenomeni sismici.
Schillaci evidenzia come l’autonomia regionale in materia di beni culturali abbia finora impedito l’inserimento della Sicilia nel sistema nazionale di tutela. I recenti eventi verificatisi a Niscemi, osserva la deputata, avrebbero inoltre messo in luce le difficoltà nel verificare tempestivamente lo stato di conservazione dei beni culturali locali, compresa la biblioteca Angelo Marsiano, situata in un’area sottoposta a restrizioni.
La parlamentare regionale ricorda che fino al 2010 la Sicilia disponeva di uno strumento dedicato — la Carta del Rischio regionale — sviluppato dall’Assessorato ai Beni culturali e finanziato con oltre 4 milioni di euro di fondi strutturali europei (Por Sicilia 2000-2006). Il progetto consentiva di mappare la vulnerabilità del patrimonio in relazione ai fattori ambientali e di stabilire priorità negli interventi di tutela. Attraverso un’interrogazione parlamentare, Schillaci chiede ora al governo regionale di valutare l’utilità di quel sistema e di attivare rapidamente le procedure per il suo ripristino.
Secondo la deputata, la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale rappresenta un elemento strategico per lo sviluppo economico dell’isola e non può subire ulteriori ritardi.
Filippo Giunta
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