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- Categoria: Beni Culturali
Vincolo culturale sull’area di Villa Deliella: la Soprintendenza tutela il «simbolo identitario» di Palermo
Avviato il procedimento per dichiarare l’area di “particolare interesse culturale”.
Scarpinato: «Ferita storica e monito per le nuove generazioni»
La Soprintendenza per i Beni culturali di Palermo ha avviato il procedimento per porre un vincolo sull’area dove sorgeva Villa Deliella, demolita
in una notte il 28 novembre 1959 durante il “sacco di Palermo”. Il sito, compreso tra piazza Francesco Crispi e le vie Borrelli, Castriota e delle Croci, viene riconosciuto quale spazio di memoria collettiva, con elementi originari ancora presenti e un forte valore identitario per la comunità.
La soprintendente Selima Giuliano ha firmato l’atto che riconosce all’area un significato testimoniale eccezionale, poiché la collettività continua a riconoscere in quel luogo il simbolo della distruzione di un importante patrimonio culturale.
L’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, ha sottolineato come il vuoto lasciato dalla villa rappresenti una ferita ancora aperta e un richiamo alla tutela del patrimonio storico-architettonico.
Villa Deliella, progettata da Ernesto Basile e completata nel 1909, fu oggetto di una lunga vicenda amministrativa: dichiarata di interesse nel 1954, il vincolo fu revocato poiché non aveva ancora raggiunto i cinquanta anni di vetustà richiesti dalla legge. Nuove imposizioni e successive revoche nel 1959 aprirono la strada alla demolizione, avvenuta pochi mesi prima del compimento del cinquantennio. Oggi dell’edificio restano porzioni del piano seminterrato, parte della cancellata, la casa del custode e alcune alberature del giardino originario.
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