-
"Sotto a chi Talk in Tribuna", al Teatro Abc il pubblico intervista il cast di Rosso Malpelo
-
Floridia, successo per “Libri in Piazza”: giovani protagonisti della cultura
-
Manovra siciliana in ritardo, le opposizioni attaccano: «Famiglie e imprese non possono più aspettare»
-
Anas e Cas, allarme della Filt Cgil: «Carenze di personale e servizi a rischio»
-
Blocco dei tir a San Gregorio, Adorno (M5S): "Il disagio non è risolto, ma no agli atti di sabotaggio"
-
Automobilismo -Giovanni Cassibba è campione italiano Velocità Salita Auto Classiche 2026
-
“Città senza barriere”, l’AISM di Enna lancia un concorso artistico per gli studenti
- Dettagli
- Categoria: Beni Culturali
Vincolo culturale sull’area di Villa Deliella: la Soprintendenza tutela il «simbolo identitario» di Palermo
Avviato il procedimento per dichiarare l’area di “particolare interesse culturale”.
Scarpinato: «Ferita storica e monito per le nuove generazioni»
La Soprintendenza per i Beni culturali di Palermo ha avviato il procedimento per porre un vincolo sull’area dove sorgeva Villa Deliella, demolita
in una notte il 28 novembre 1959 durante il “sacco di Palermo”. Il sito, compreso tra piazza Francesco Crispi e le vie Borrelli, Castriota e delle Croci, viene riconosciuto quale spazio di memoria collettiva, con elementi originari ancora presenti e un forte valore identitario per la comunità.
La soprintendente Selima Giuliano ha firmato l’atto che riconosce all’area un significato testimoniale eccezionale, poiché la collettività continua a riconoscere in quel luogo il simbolo della distruzione di un importante patrimonio culturale.
L’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, ha sottolineato come il vuoto lasciato dalla villa rappresenti una ferita ancora aperta e un richiamo alla tutela del patrimonio storico-architettonico.
Villa Deliella, progettata da Ernesto Basile e completata nel 1909, fu oggetto di una lunga vicenda amministrativa: dichiarata di interesse nel 1954, il vincolo fu revocato poiché non aveva ancora raggiunto i cinquanta anni di vetustà richiesti dalla legge. Nuove imposizioni e successive revoche nel 1959 aprirono la strada alla demolizione, avvenuta pochi mesi prima del compimento del cinquantennio. Oggi dell’edificio restano porzioni del piano seminterrato, parte della cancellata, la casa del custode e alcune alberature del giardino originario.
Beni Culturali - Potrebbe interessarti anche...
Catania - Santa Maria di Gesù riapre le porte: rinasce un simbolo di fede e bellezza
Lunedì, 19 Ottobre 2026 11:47Conclusi i restauri della chiesa, del chiostro e delle opere artistiche. La comunità si riappropria di un luogo storico tra celebrazioni, cultura e nuove iniziative spirituali. Catania ritrova uno...
Valle dei Templi, premio internazionale per l’accessibilità: la cultura diventa un diritto di tutti
Martedì, 13 Ottobre 2026 19:31Il Parco archeologico di Agrigento premiato per un modello di fruizione inclusiva che abbatte le barriere architettoniche, sensoriali e culturali. Accessibile l’85% dell’area. La Valle dei Templi di...
Etna, 200 mila euro per raccontare l’eruzione del 1669: bando per i Comuni siciliani
Lunedì, 12 Ottobre 2026 19:25Mostre, pubblicazioni, attività didattiche e itinerari culturali per valorizzare i luoghi della memoria. Scarpinato: la storia del vulcano è parte dell’identità dell’Isola. Riscoprire uno degli...
San John Henry Newman e Leonforte: la Sicilia nel cammino verso la fede
Domenica, 11 Ottobre 2026 07:39Nella chiesa di San Giuseppe, tra gli affreschi di Borremans e la memoria del cardinale inglese, riaffiora una pagina di storia che lega il territorio ennese a una delle figure più importanti del...

