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- Categoria: Ambiente
Pasquasia, la CGIL di Enna: «Serve chiarezza, il territorio non può essere utilizzato per le esigenze degli altri»
La vicenda dell’ex miniera di Pasquasia torna al centro dell’attenzione. L’ipotesi, ancora da chiarire nei suoi contenuti e nelle
sue conseguenze, di individuare il sito come possibile area destinata a ospitare e conservare l’amianto derivante dalle operazioni di bonifica sta suscitando preoccupazione anche nella Camera del Lavoro CGIL di Enna.
Per la CGIL, in questo contesto, ha fatto bene la Presidenza del Consiglio comunale di Enna a lanciare, senza preconcetti ma con la necessaria preoccupazione, un campanello d’allarme. Secondo il sindacato, sulla vicenda Pasquasia ci sono ancora molti aspetti da comprendere e approfondire, a partire dai reali motivi che portarono alla chiusura della miniera.
Pasquasia rappresentava infatti una delle realtà produttive più importanti della provincia. La miniera di sali potassici, per anni considerata un sito estremamente produttivo, garantiva occupazione diretta e nell’indotto a oltre mille lavoratori, contribuendo in maniera significativa all’economia dell’intero territorio.
«La nostra provincia, in termini di rappresentanza politica e di smantellamento di realtà produttive, ha pagato e continua a pagare un prezzo estremamente alto», sottolinea la Camera del Lavoro.
Da qui la preoccupazione per il futuro dell’ex sito minerario e, più in generale, per il destino della provincia di Enna. La CGIL sostiene che il territorio non possa continuare a essere considerato una realtà da utilizzare passivamente per rispondere alle esigenze e ai bisogni provenienti da altri contesti.
Il tema, secondo il sindacato, non riguarda soltanto la possibile destinazione dell’area, ma investe una questione più ampia: quale modello di sviluppo si vuole costruire per un territorio che negli anni ha visto progressivamente ridursi le proprie attività produttive e le opportunità occupazionali.
La Camera del Lavoro di Enna ribadisce quindi la propria disponibilità a confrontarsi, nel rispetto dei ruoli istituzionali, su tutte le proposte che possano contribuire allo sviluppo e alla valorizzazione del territorio. Allo stesso tempo, però, annuncia la volontà di contrastare quelle iniziative che dovessero tradursi in ulteriori penalizzazioni o umiliazioni per la provincia.
La vicenda Pasquasia, conclude la CGIL, merita dunque un confronto ampio, trasparente e basato su dati e certezze, prima di assumere decisioni che potrebbero avere conseguenze rilevanti sul futuro del sito e dell’intero territorio ennese.
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