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- Categoria: Ambiente
Al via la bonifica di Pasquasia: per lo stoccaggio dell'amianto una cella di confinamento
Il progetto approda alla Commissione tecnica specialistica della Regione:
intervento previsto in undici mesi dopo il via libera ambientale
Enna - Il progetto per la bonifica dell’amianto nella miniera di Pasquasia è stato presentato alla Commissione tecnica specialistica della
Regione, segnando un passaggio decisivo verso l’avvio di un intervento atteso da anni. L’operazione, che dovrà prima ottenere il via libera ambientale, dovrebbe avere una durata complessiva di undici mesi.
Il piano prevede la realizzazione di una cella di confinamento dove verranno sepolte le fibre di amianto, soluzione ritenuta più idonea rispetto all’ipotesi, avanzata in passato, di smaltire il materiale fuori regione. La scelta riporta al centro il tema della mancanza di un deposito regionale in grado di garantire la chiusura del ciclo di gestione dell’amianto.
Il sito di Pasquasia, simbolo dell’archeologia industriale del secondo Novecento, rappresenta oggi una delle aree più critiche dal punto di vista ambientale nell’entroterra siciliano, anche per la presenza diffusa di eternit nei fabbricati, sul terreno e nelle apparecchiature industriali dismesse.
Il progetto prevede uno scavo con una volumetria di circa ottomila metri cubi, dotato di fondo e sponde impermeabili e copertura multistrato a bassa permeabilità. Le dimensioni della cella risultano superiori alle necessità del sito, consentendo eventualmente di accogliere rifiuti analoghi provenienti da altre aree regionali.
Oltre al confinamento dell’amianto, sono previsti interventi di stabilizzazione della discarica mineraria, sistemi di drenaggio del percolato e opere di regimazione delle acque piovane, anche per mitigare i rischi legati alla presenza di un torrente che confluisce nel fiume Morello.
Una volta ottenute tutte le autorizzazioni, la Regione procederà con la gara d’appalto per l’affidamento dei lavori. L’intervento segnerà il ritorno delle attività a Pasquasia dopo oltre un decennio: i lavori erano stati infatti interrotti nel 2012 a seguito di un sequestro disposto dal tribunale. Il precedente progetto, successivamente aggiornato, era stato giudicato carente sotto diversi aspetti, rendendo necessaria una nuova progettazione affidata nel 2023 a un raggruppamento di professionisti.
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