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- Categoria: Redazionale
Enna e Salerno, senza il simbolo più voti: al Sud il PD provoca una irresistibile nausea
Le elezioni comunali di Enna e Salerno hanno aperto una crepa politica dentro il Partito Democratico che difficilmente potrà essere archiviata con poche dichiarazioni di circostanza.
A Enna, Mirello Crisafulli è stato eletto sindaco con 9.975 voti pari al 64%.
A Salerno, Vincenzo De Luca ha conquistato il Comune con 39.306 voti e il 57,80%.
Due vittorie nette, personali, territoriali. Ma entrambe maturate senza il simbolo ufficiale del Partito Democratico.
Nel caso di Enna, la segreteria nazionale del PD e il segretario regionale siciliano Anthony Barbagallo avevano negato il simbolo a Crisafulli sostenendo la necessità di un “rinnovamento” coerente con la linea Schlein.
Una decisione contestata dal PD cittadino ennese, che invece sosteneva compatto la candidatura dell’ex senatore.
Il risultato elettorale ha trasformato il caso politico in un boomerang per il Nazareno.
Dopo la vittoria, Crisafulli ha ironizzato:
“Il partito ha fatto bene a non darci il simbolo, così abbiamo preso tutti questi voti”.
E ancora:
“L’unico simbolo che rimpiango è quello del PCI”.
Parole che hanno avuto il sapore di una rivincita politica contro il gruppo dirigente nazionale.
Le uniche parole ufficiali sono arrivate indirettamente attraverso Anthony Barbagallo, che ha liquidato la questione con un:
“È acqua passata”.
Forse di passato c'è il nostro Don Abbondio che quanto a coraggio fa invidia al coniglio.
Anche a Salerno il copione è stato simile.
Il simbolo PD è rimasto fuori dalla coalizione di Vincenzo De Luca per non incrinare gli equilibri del “campo largo” con il Movimento 5 Stelle.
Una scelta spiegata dal segretario regionale campano Piero De Luca — figlio dello stesso Vincenzo — con una formula diplomatica: “A Salerno alle amministrative ci sono da sempre liste di programma”.
Ma il dato politico è rimasto evidente: De Luca ha stravinto ancora una volta facendo pesare il proprio consenso personale ben oltre le dinamiche del partito.
Molti osservatori hanno letto i due casi come la dimostrazione delle difficoltà del PD schleiniano nel gestire leadership territoriali forti, soprattutto nel Mezzogiorno.
A rendere ancora più evidente il disagio interno è stato il comportamento successivo della segretaria nazionale Elly Schlein.
Non risultano infatti congratulazioni pubbliche ufficiali né a Crisafulli né a De Luca dopo i rispettivi trionfi elettorali.
Nel caso di Salerno, Schlein diffuse una nota generale sui risultati amministrativi senza citare né la città né il nome di Vincenzo De Luca.
Anche su Enna nessun messaggio diretto al neo sindaco Crisafulli.
Un silenzio che molti, dentro e fuori il PD, hanno interpretato come il segnale di un rapporto politico ormai freddo tra il Nazareno e alcune delle figure più radicate del centrosinistra meridionale.
Alla fine resta una fotografia difficile da ignorare: due candidati esclusi simbolicamente dal partito hanno ottenuto risultati plebiscitari proprio nei territori dove il PD continua ad avere bisogno di consenso e radicamento.
E' dimostrato che nei due capoluoghi il Pd c'è o non c'è è la stessa cosa, anzi probabilmente senza simbolo i due candidati hanno conquistato più voti.
Al sud, il PD provoca una nausea irresistibile, ma questo lo si capirà alle prossime regionali.
Massimo Castagna
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