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- Categoria: Università
Palermo - Diritto allo studio, la Sicilia chiede di cambiare le regole sulla tassa delle università telematiche
L’assessore Turano chiede al Mur di rivedere i criteri di ripartizione del gettito delle università telematiche: “Così si penalizzano i territori di residenza. Per la Sicilia perdita stimata fino a 3 milioni l’anno”
Con una lettera indirizzata alla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale della Sicilia, Mimmo Turano, sollecita una revisione delle disposizioni che regolano il versamento della tassa regionale per il diritto allo studio da parte delle università telematiche.
La proposta è chiara: il gettito deve essere attribuito alla Regione di residenza dello studente e non a quella in cui ha sede legale l’ateneo online. Turano richiama la normativa vigente – la legge 549 del 1995 – sottolineando che la tassa regionale per il diritto allo studio è un tributo di scopo destinato a finanziare i servizi regionali in favore degli studenti.
L’assessore evidenzia come altre università con sedi decentrate, tra cui la Libera università Maria Santissima Assunta, nel rispetto del principio di territorialità, versino regolarmente la tassa regionale pagata dagli studenti del polo di Palermo direttamente all’ente regionale competente, pur avendo sede legale a Roma.
Diverso, invece, il caso delle università telematiche: in questi casi il gettito confluisce esclusivamente nelle casse della Regione in cui l’ateneo ha la propria sede legale. Una dinamica che, secondo Turano, genera disomogeneità applicative, possibili criticità rispetto al principio di territorialità e una penalizzazione economica per le Regioni di residenza degli studenti.
Per la Sicilia, la stima è di una fuoriuscita di risorse fino a 3 milioni di euro l’anno. Una perdita che, oltre a incidere sulla sostenibilità del sistema regionale per il diritto allo studio, potrebbe influire anche sui meccanismi di premialità legati al fondo integrativo statale erogato annualmente dal Mur alle Regioni in base al numero degli iscritti.
Nella lettera, Turano chiede quindi un chiarimento interpretativo sui criteri di territorialità applicabili alle università telematiche, la valutazione di eventuali interventi normativi per ripartire il gettito in base alla residenza degli studenti e l’apertura di un confronto in sede di coordinamento Stato-Regioni per garantire uniformità ed equità territoriale.
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