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- Dettagli
- Categoria: Turismo
Siracusa - Numeri stabili del turismo nel 2025. Rosano: «Puntare sull’identità più che sulla quantità»
Secondo Noi Albergatori, pernottamenti in lieve crescita (+0,2%), meno italiani e più stranieri.
Oltre un milione gli escursionisti. «Il ciclone Harry impone scelte strutturali sul modello turistico».
Siracusa chiude il 2025 con un bilancio turistico sostanzialmente stabile. I dati dell’Osservatorio regionale del turismo indicano
1.215.339 pernottamenti, con una lieve crescita dello 0,2% rispetto al 2024. A diminuire sono i flussi italiani, in calo di quasi il 12%, mentre cresce la presenza straniera (+8,8%). Migliora anche la permanenza media, che si attesta a 2,95 giorni. Per Giuseppe Rosano, presidente di Noi Albergatori Siracusa, il risultato è complessivamente positivo, soprattutto alla luce della perdita di potere d’acquisto delle famiglie italiane e dell’aumento generalizzato dei costi. Ma i numeri, avverte, non bastano più a fotografare lo stato di salute del turismo cittadino. Le prospettive per il 2026 restano incerte, condizionate dal contesto geopolitico e socioeconomico internazionale. Proprio per questo, secondo Rosano, è necessario che la città compia scelte immediate e concrete sul modello di sviluppo turistico da adottare nei prossimi anni. Il dibattito su overtourism e “turismo di qualità”, sostiene, rischia di restare sterile se non accompagnato da una pianificazione reale e condivisa. Nel mirino finiscono soprattutto gli effetti di un turismo mordi e fuggi, alimentato da oltre un milione di escursionisti che non pernotta in città, dal traffico crocieristico di fascia bassa – con 67.716 passeggeri sbarcati – e da flussi poco regolati che mettono sotto pressione il centro storico, in particolare Ortigia, senza generare un adeguato ritorno economico. Rosano richiama inoltre l’attenzione sui rischi legati a una gestione incontrollata dei flussi attraverso il digitale e l’intelligenza artificiale, che potrebbe favorire un turismo solo quantitativo e poco qualificante. Siracusa, sottolinea, resta una meta altamente attrattiva e un motore economico e occupazionale per il territorio, ma va difesa nella sua identità e nel suo equilibrio sociale. Secondo il presidente di Noi Albergatori, anche gli eventi climatici estremi, come il ciclone Harry, rappresentano un segnale d’allarme. La città è chiamata a rivedere il proprio modello turistico, interrogandosi non solo su quanti visitatori può accogliere, ma su quali servizi è in grado di garantire: trasporti, parcheggi, gestione dei rifiuti, igiene, decoro urbano e qualità della vita per residenti e ospiti. La sfida, conclude Rosano, richiede una visione coordinata tra politica e operatori del settore, orientata più all’antropologia e alla tutela del contesto umano e culturale che al semplice conteggio delle presenze, a partire dagli interventi necessari per rilanciare in modo sostenibile la stagione balneare dal 1° maggio 2026.