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- Categoria: Terzo Settore
Giovani richiedenti asilo abbandonati al freddo davanti alla caserma di Enna bassa
Decine di ragazzi afghani e pakistani senza accoglienza né servizi essenziali:
“Viviamo in condizioni difficili, chiediamo aiuto al Governo”
Enna - Passano le giornate nei pressi della caserma della polizia di Enna bassa e le notti al freddo su giacigli di fortuna. Sono giovani richiedenti asilo, provenienti soprattutto da
Afghanistan e Pakistan, che non trovano posto in nessun centro di accoglienza del territorio. Ragazzi che non hanno più un Paese, né un passato a cui guardare e nemmeno un luogo dove attendere l’esito della burocrazia.
“Viviamo qui in una situazione molto difficile – racconta uno di loro tramite il traduttore del cellulare –. Non abbiamo un bagno e non facciamo la doccia da 35 giorni. Non abbiamo nemmeno un posto dove pregare. Siamo minacciati dai talebani nel nostro Paese. Molti dei nostri amici soffrono di malattie, depressione, ansia e altri problemi mentali e fisici. Facciamo appello al Governo affinché ci fornisca aiuto, riparo e cibo”.
Un altro giovane aggiunge: “Siamo immigrati, siamo qui da un po’, ma nessuno ci ha dato riparo o cibo. Abbiamo provato a farci ascoltare, ma ci urlano contro e ci dicono di andare via. Aiutateci a trovare un posto dove vivere”.
C’è chi lamenta dolori e problemi di salute senza sapere a chi rivolgersi. La situazione è drammatica: molti di loro sono probabilmente arrivati lungo la rotta balcanica dopo mesi di viaggio, spesso a piedi, tra umiliazioni e violenze. Giunti in Italia, invece di essere accolti, rifocillati, identificati e rassicurati, vengono lasciati allo sbando.
Secondo le informazioni raccolte, Enna non dispone di un proprio centro di accoglienza: i più vicini sono a Villarosa, Regalbuto, Gagliano Castelferrato, Centuripe, Catenanuova, Piazza Armerina e Aidone, tutti attualmente saturi. Così questi giovani rimangono in un limbo, esposti al freddo e alla fame, in attesa di una possibile sistemazione.
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