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- Categoria: Tecnologia
Fibra ottica, svolta industriale: reti intelligenti e servizi smart oltre i 10 Gigabit
Alla FTTH Conference 2026 di Londra emerge il cambio di paradigma: dalla semplice infrastruttura a piattaforma evoluta tra intelligenza artificiale, Wi-Fi sensing e nuove opportunità di ricavo
Reti oltre i 10 Gigabit governate dall’intelligenza artificiale, customer experience costruita stanza per stanza e router trasformati in hub di servizi domestici grazie al Wi-Fi sensing. Il settore della
fibra entra in una nuova fase di maturità industriale. Alla FTTH Conference 2026 di Londra prende forma un cambio di paradigma: la rete non è più soltanto infrastruttura di accesso, ma una piattaforma abilitante per prestazioni multigigabit, gestione intelligente e servizi a valore aggiunto. Una trasformazione che ridefinisce le priorità degli operatori, spostando l’attenzione da copertura e velocità nominale a qualità dell’esperienza e monetizzazione.
Per anni la fibra è stata raccontata attraverso numeri e cantieri: chilometri posati, edifici raggiunti, diffusione territoriale. Un approccio necessario, ma limitato. Oggi cambia il linguaggio e, soprattutto, la prospettiva: la fibra evolve da “strada dei dati” a ecosistema capace di offrire prestazioni avanzate, manutenzione predittiva e nuovi servizi digitali all’interno delle abitazioni.
Tre le direttrici principali emerse dalla conference. La prima riguarda l’evoluzione tecnologica: non solo velocità sempre più elevate — con traiettorie che puntano dai 10 fino ai 50 Gigabit — ma soprattutto l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella gestione delle reti. Telemetria, analisi continua dei dati, monitoraggio delle interferenze e comportamento dei dispositivi alimentano modelli di proactive network care: la rete diventa capace di prevedere e prevenire i guasti prima che si verifichino.
La seconda direttrice è la customer experience, sempre più centrale nella competizione tra operatori. L’obiettivo si articola su due fronti: attivazioni rapide e semplificate e qualità della connessione all’interno della casa. La sfida non è più solo portare la fibra fino all’edificio, ma garantire prestazioni uniformi in ogni ambiente domestico. In questo scenario si affermano soluzioni integrate come il Fiber to the Room (Fttr), affiancate da ecosistemi Wi-Fi evoluti, con standard come Wi-Fi 7 e lo sguardo già rivolto al Wi-Fi 8.
La terza direttrice apre il fronte dei servizi. Il Wi-Fi sensing consente di sfruttare le variazioni del segnale per rilevare presenza, movimenti e attività senza l’uso di telecamere. Il router si trasforma così in un hub domestico intelligente, abilitando applicazioni che spaziano dalla sicurezza alla salute fino all’efficienza energetica: rilevazione di intrusioni, monitoraggio delle cadute, analisi del sonno e ottimizzazione dei consumi. Un’evoluzione che ha anche un impatto industriale: non richiede nuovi dispositivi e permette di sviluppare modelli scalabili e nuove fonti di ricavo.
In questo contesto si inserisce il nodo strategico dello switch-off del rame. «È il passaggio decisivo per liberare il pieno valore della fibra», osserva Francesco Nonno, Direttore Affari Regolatori ed Europei di Open Fiber e presidente di FTTH Council Europe. La migrazione completa viene ormai considerata una scelta industriale oltre che tecnologica, strettamente legata al tema degli investimenti e, soprattutto, al livello di adozione dei servizi. «Il vero salto oggi non è solo costruire nuova rete, ma accelerarne l’utilizzo», aggiunge.
I dati europei mostrano un’adozione a più velocità. Nei Paesi più avanzati, come Spagna e Norvegia, la combinazione tra copertura e migrazione ha già completato il passaggio alla fibra. In altri mercati, tra cui Italia, Germania e Regno Unito, il percorso resta più graduale, rallentato dal prolungamento della vita del rame attraverso soluzioni intermedie. In particolare, nel caso italiano, la crescita della copertura Ftth è significativa, ma la vera sfida si concentra ora sull’adozione e sull’utilizzo effettivo dei servizi.
Fonte IlSole24ore