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- Dettagli
- Categoria: Tecnologia
Anna Grassellino, la siciliana che guida la rivoluzione dei computer quantistici
Da Marsala al Fermilab di Chicago: coordina 500 ricercatori nella
sfida tecnologica che cambierà scienza, sicurezza e medicina
Anna Grassellino, nata a Marsala e oggi alla guida di uno dei cinque centri nazionali statunitensi dedicati allo sviluppo delle
tecnologie quantistiche, è la scienziata italiana impegnata nel progetto del futuro supercomputer quantistico. Lavora al Fermilab di Chicago, dove dirige il SQMS — il centro di ricerca che riunisce oltre 500 scienziati provenienti da tutto il mondo — e ha già conquistato il prestigioso Breakthrough Prize, considerato l’Oscar della scienza. Appassionata di matematica fin da bambina, dopo il liceo ha scelto Ingegneria Elettronica a Pisa. Proprio nel periodo universitario è stata selezionata per un programma estivo al Fermilab, esperienza che ha segnato l’inizio della sua carriera negli Stati Uniti. Qui ha rapidamente assunto ruoli di responsabilità, guidando un gruppo di ricerca già a 26 anni, sostenuta da determinazione e progettualità chiare. Grassellino non nasconde i sacrifici: lo studio intenso, la distanza dalla famiglia rimasta in Italia e la gestione della vita familiare negli USA, con tre figli e un marito — anche lui scienziato al Fermilab — che ha sempre condiviso impegni e ambizioni. Racconta che un supporto fondamentale è arrivato anche dai servizi interni al laboratorio, come l’asilo nido che ha permesso di conciliare ricerca e maternità. Il cuore del suo lavoro è la realizzazione di un hardware quantistico più stabile, capace di ridurre gli errori che oggi limitano i prototipi esistenti. Il suo centro opera come ponte tra discipline diverse — dall’ingegneria alla criogenia — e tra mondo accademico, laboratori e industria, per accelerare i passi verso il primo computer quantistico realmente potente. Secondo Grassellino, questo salto tecnologico avrà applicazioni decisive: dalla sicurezza nazionale alla medicina, dal trasporto alla finanza, fino allo studio dei fenomeni fisici più complessi. L’obiettivo operativo guarda ad almeno un decennio di lavoro, con un percorso simile a quello che ha portato alla costruzione del grande acceleratore LHC del CERN: un’infrastruttura al servizio della comunità scientifica internazionale. Impegnata anche nella promozione delle carriere scientifiche femminili, sottolinea l’importanza del contributo delle donne nella ricerca, per capacità di collaborazione, cura dei dettagli e creatività. Nei suoi progetti punta a coinvolgere sempre più ragazze, partendo dalle scuole, con stage e attività che mostrino quanto la scienza sia vicina alla società e decisiva per il futuro.
Fonte: Dal web