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- Categoria: Sindacale
CIMO Sicilia contro la direttiva RUAS 6 bis: “Obblighi illegittimi per i medici”
Il segretario regionale della CIMO Sicilia, Giuseppe Bonsignore, ha espresso una ferma opposizione alla Direttiva del Responsabile Unico per
l’Assistenza Sanitaria Regionale (RUAS) n. 6 bis, contestandone la legittimità e denunciando un significativo squilibrio nell’attribuzione delle responsabilità professionali ai dirigenti medici.
La direttiva prevede che, per ogni paziente dimesso, il medico ospedaliero sottoscriva una dichiarazione allegata alla scheda di dimissione ospedaliera (SDO), attestando non solo la corretta compilazione del documento, ma anche il controllo completo dell’intera cartella clinica. Il provvedimento richiama inoltre responsabilità civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci, configurando un ulteriore aggravio formale e sostanziale per i professionisti.
Secondo CIMO Sicilia, l’imposizione risulta giuridicamente infondata sotto diversi aspetti: dalla duplicazione delle responsabilità già previste dal DM 380/2000, all’attribuzione indebita di obblighi su un documento – la cartella clinica – redatto da più professionisti, ciascuno responsabile delle proprie annotazioni. Criticata anche la violazione dei principi organizzativi e normativi, l’uso improprio della dichiarazione sostitutiva prevista dal DPR 445/2000 e il contrasto con il CCNL 2019–2021, che già disciplina in modo chiaro responsabilità e sanzioni.
“La direttiva introduce un obbligo non previsto da alcuna fonte primaria o contrattuale – sottolinea Bonsignore – e rappresenta un pericoloso precedente che espone i medici a responsabilità generalizzate e non dovute, con evidenti ricadute sul piano professionale e legale”.
“Alla luce di tali criticità – aggiunge Bonsignore – CIMO Sicilia chiede l’immediata revoca della direttiva, in particolare dell’allegato 1 bis, riservandosi di intraprendere tutte le azioni legali necessarie a tutela dei dirigenti medici”.
Il segretario conclude evidenziando la necessità di interventi orientati alla formazione e al miglioramento dei processi organizzativi, piuttosto che all’introduzione di ulteriori adempimenti burocratici ritenuti illegittimi.
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