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- Categoria: Sindacale
Forestazione siciliana, la Flai Cgil denuncia il rischio privatizzazione
Esternalizzazioni e assenza di piani di gestione:
il sindacato chiede una riforma del settore e nuove assunzioni
Palermo - La forestazione siciliana potrebbe avviarsi verso un percorso di privatizzazione. A denunciarlo è il segretario della Flai Cgil Sicilia, Tonino Russo, che segnala come in
alcune province si stia assistendo all’esternalizzazione di attività tradizionalmente svolte dai lavoratori forestali.
Secondo il sindacato, interventi silvo-colturali o legati alla prevenzione degli incendi, come la realizzazione dei viali parafuoco, verrebbero affidati a ditte esterne all’amministrazione utilizzando fondi regionali o risorse del Fesr. Il tutto, denuncia la Flai, in assenza dei piani di gestione forestale che dovrebbero programmare e guidare gli interventi sul territorio.
“Stiamo assistendo all’esternalizzazione di attività che prima svolgevano i forestali e questo in assenza dei piani di gestione, insomma di una programmazione”, afferma Russo, sottolineando come senza questi strumenti “non è neanche certo che gli interventi siano appropriati”.
Per il segretario della Flai, attività fondamentali per la tutela del suolo, il contrasto al dissesto idrogeologico e agli effetti estremi del cambiamento climatico dovrebbero restare in ambito pubblico. “Attività importanti di tutela del suolo, di contrasto al dissesto idrogeologico e degli effetti estremi del cambiamento climatico devono restare completamente nelle mani pubbliche, per regia e gestione. Il sistema forestale pubblico quindi va ricostruito, non svenduto”.
Flai, insieme a Fai e Uila, chiede da tempo una riforma del settore. Oggi i lavoratori forestali in Sicilia sono circa 14 mila, un numero dimezzato rispetto a vent’anni fa. Il sindacato propone l’istituzione di un’agenzia dedicata e un piano di nuove assunzioni per rafforzare e ringiovanire l’organico.
Russo evidenzia anche il valore sociale ed economico della forestazione nelle aree interne e montane dell’isola. “Occorre istituire un’agenzia e ricostituire l’organico, attraverso nuove assunzioni utili anche a ringiovanire la platea degli occupati. Servono subito i piani di gestione per un intervento programmato, utile, efficace”.
Infine il segretario della Flai richiama l’attenzione sul ruolo dei forestali nel contrasto allo spopolamento. “L’importanza del lavoro dei forestali è anche quella di contrastare lo spopolamento delle aree interne e montane. La forestazione è un pezzo dell’economia dei residenti: tagliarla significherebbe contribuire all’abbandono delle aree interne”.
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