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- Categoria: Sindacale
Sanità, la Cgil Sicilia: sistema allo sbando e diritto alla salute a rischio
Il sindacato rilancia la vertenza e presenta proposte il 4 marzo a Palermo
La sanità pubblica siciliana non sarebbe più in grado di garantire il diritto alla salute, nonostante l’impegno del personale sanitario, spesso costretto a turni massacranti e a condizioni
di lavoro difficili. È la posizione della Cgil regionale, che rilancia la vertenza sanità con proposte e richieste che saranno illustrate mercoledì 4 marzo a Palermo, dalle 9.30, all’Ecomuseo del mare Memoria viva.
“Dopo mesi di sollecitazioni al governo e di iniziative di mobilitazione — dice il segretario generale del sindacato, Alfio Mannino — si conferma che il sistema sanitario regionale è allo sbando per inadeguatezza della politica e della governance. Non si schioda dalle logiche clientelari e dai giochi di potere che non hanno prodotto e non producono alcun avanzamento. A una governance regionale inadeguata — aggiunge — si sommano le politiche nazionali che, nel silenzio del presidente della Regione, affossano la Sicilia e le renderanno impossibile colmare il gap con il Nord”.
Nel corso dell’iniziativa sarà presentato il disegno di legge di iniziativa popolare promosso dalla Cgil e dalle associazioni della Via Maestra per superare le criticità del sistema sanitario nazionale, con un investimento che arrivi almeno al 7,5% del Pil, rispetto all’attuale 6,1%. In questo quadro si inseriscono, secondo il sindacato, le principali criticità del sistema regionale: liste d’attesa molto lunghe, carenza di personale, pronto soccorso affollati, posti letto insufficienti e una medicina territoriale giudicata carente.
“Tutti temi — afferma Mannino — sui quali non c’è stato alcun avanzamento e rispetto ai quali presentiamo le nostre proposte di intervento”.
Mercoledì la Cgil presenterà anche la propria piattaforma per il diritto alla salute e un nuovo modello di sanità rivolto al governo regionale. Il programma dell’iniziativa prevede interventi di sindacalisti, direttori di Asp, deputati regionali e rappresentanti dei comuni. Le conclusioni saranno affidate a Daniela Barbaresi, segretaria confederale della Cgil nazionale.
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