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- Categoria: Sindacale
Maltempo, lavoro in ginocchio sulle coste e nelle campagne
Russo (Flai Cgil Sicilia) chiede sostegni immediati per pescatori e braccianti dopo il ciclone
Il ciclone che ha colpito la Sicilia orientale lascia dietro di sé un bilancio pesantissimo per l’economia del mare e delle campagne. Barche, reti e approdi distrutti lungo i litorali di
Messina, Catania e Siracusa renderanno impossibile, per molti pescatori, riprendere a breve le attività. Una situazione analoga si registra nelle aree agricole, dove intere colture risultano compromesse.
A lanciare l’allarme è la Flai Cgil Sicilia. Il segretario generale Tonino Russo chiede che «non ci si dimentichi dei lavoratori», sollecitando aiuti concreti per i pescatori costretti allo stop forzato e tutele per i lavoratori agricoli rimasti senza reddito in attesa della ripresa delle attività.
Per i braccianti, in particolare, Russo sottolinea l’urgenza di garantire «la conferma del numero di giornate dell’anno scorso», una misura fondamentale non solo per il sostegno al reddito ma anche per la copertura contributiva e previdenziale.
Il sindacato teme che l’emergenza venga gestita con ritardi o dimenticanze: «Lanciamo un appello – afferma Russo – affinché non succeda, come spesso accade, che non ci sia nulla per i lavoratori in difficoltà».
Oltre ai danni lungo le coste, preoccupa anche l’entroterra. La frana di Niscemi, che minaccia la sicurezza dei cittadini e interrompe un’arteria stradale strategica, rischia di avere ricadute pesanti sull’economia dei carciofeti di Gela, uno dei comparti agricoli più importanti della zona.
«Il territorio colpito dal ciclone è devastato – conclude Russo –. Regione e Governo nazionale mettano in campo tutto il necessario per sostenere i lavoratori della pesca e dell’agricoltura, perché senza interventi rapidi il rischio è quello di un tracollo sociale ed economico».
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