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- Categoria: Sindacale
Sciopero generale in Sicilia, Sorrentino (Cgil): “Il governo rinuncia alla crescita e ignora il Paese reale”
Palermo – Durante il comizio conclusivo della manifestazione regionale della Cgil a Palermo, Serena Sorrentino, dirigente nazionale del sindacato, ha criticato duramente l’approccio
del governo alla legge di bilancio. Secondo Sorrentino, chi oggi sciopera e rinuncia a una giornata di retribuzione lo fa per esprimere dissenso verso una manovra che “aumenta le disuguaglianze e non dà prospettive al Paese”.
La sindacalista ha ricordato che l’esecutivo dovrebbe rispettare il diritto allo sciopero, al dissenso e alla libertà di espressione, tutelati dalla Costituzione, invece di polemizzare.
Sorrentino ha definito la manovra “penalizzante per il lavoro”, segnata da un ritorno all’austerità, tagli alla spesa sociale e assenza di investimenti nei settori produttivi e nel lavoro pubblico. Ha sottolineato come nei servizi siano necessari “1 milione di nuovi lavoratori e lavoratrici” per evitare il rischio di ulteriori privatizzazioni e per garantire stabilizzazioni.
Nessuna attenzione, secondo la Cgil, viene dedicata allo stato sociale, all’istruzione, alla sanità, alla casa e ai trasporti, mentre “l’unica voce finanziata è la difesa, cioè il riarmo”.
“Se l’ambizione del governo è la crescita zero – ha dichiarato Sorrentino – allora si manda al Paese il segnale di aver rinunciato a scommettere sul ruolo degli investimenti pubblici per stimolare occupazione, ricchezza e benessere. Ma noi non ci arrendiamo”.
La Cgil chiede un cambio di rotta con una politica economica capace di rispondere ai bisogni del “Paese reale”: lavoro povero, precarietà, pensioni sotto i mille euro e la fuga di 175 mila giovani dal Mezzogiorno tra il 2022 e il 2024.
Durante la mobilitazione sono stati affrontati i temi di salari, fisco, pensioni, rilancio dei settori produttivi, sanità pubblica e stato sociale, oltre a quello della pace, ricordando che “delle guerre e dell’economia di guerra pagano il prezzo sempre i soggetti più deboli”.
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