-
Enna - Solidarietà ad Angelo Bruno dopo attacchi omofobi
-
Gela, agenti aggrediti durante un intervento: tre poliziotti feriti, uno è grave
-
Sigonella, il PD scende in piazza: La Sicilia non sia base di guerra
-
“Le prime volte”: Giovanni Alfieri in scena al Piccolo Teatro dei Biscottari
-
Sanità, Enna entra nell’era della cardiologia strutturale
-
Enna, CGIL apprezza visita del direttore ASP a giovane con autismo
-
Rifiuti in Sicilia, Vitrano difende il piano regionale e attacca il M5S


- Dettagli
- Categoria: Sanità
Giornata Mondiale della Salute, allarme globale: disuguaglianze sanitarie in crescita fino al +36%
Le associazioni AMSI, UMEM, AISCNEWS, Co-mai e Uniti per Unire denunciano
l’impatto di guerre, crisi economiche e carenza di personale sull’accesso alle cure
Roma - In occasione della Giornata Mondiale della Salute del 7 aprile, le associazioni AMSI, UMEM, AISCNEWS, Co-mai e il Movimento Internazionale Uniti per Unire pongono al
centro del dibattito internazionale il tema delle disuguaglianze sanitarie globali, evidenziando un quadro in progressivo peggioramento a causa di conflitti, crisi economiche e carenze strutturali nei sistemi sanitari.
Secondo le analisi della rete associativa, il numero di persone costrette a rinunciare alle cure potrebbe aumentare fino al +36%. Un dato legato all’incremento del costo della vita, alle difficoltà di accesso ai servizi sanitari, agli effetti diretti e indiretti delle guerre e alla riduzione dell’offerta sanitaria. Già oggi milioni di persone rinunciano a visite, esami e terapie, mentre nei Paesi più avanzati fino al 20-25% dei cittadini rimanda o evita le cure per motivi economici o logistici.
Il contesto globale mostra una frattura sempre più marcata: oltre l’84% della popolazione mondiale vive in Paesi che non raggiungono la soglia minima di investimento sanitario pubblico, con livelli inferiori al 2-3% del PIL nei contesti più fragili. A ciò si aggiunge un divario nell’aspettativa di vita che può superare i 30 anni tra Paesi ad alto e basso reddito.
Le guerre rappresentano un fattore accelerante. Oltre alla distruzione delle strutture sanitarie e alla carenza di personale, i conflitti incidono sul costo di farmaci, energia e servizi, con effetti anche nei Paesi europei. Tra gli scenari più critici vengono indicati Iran, Ucraina, Sudan, Gaza, Yemen e Somalia.
Nel contesto internazionale si registra una tregua temporanea di due settimane tra Stati Uniti e Iran, con la riapertura dello Stretto di Hormuz. Le associazioni sottolineano la necessità di sfruttare questa finestra per attivare corridoi sanitari e garantire aiuti immediati alle popolazioni civili.
“La tregua non può essere solo una pausa militare ma deve diventare un punto di partenza per un piano sanitario straordinario nei territori di crisi. Senza interventi immediati, il danno sanitario continuerà anche in assenza di bombardamenti”, dichiara il Prof. Foad Aodi.
Le organizzazioni propongono un piano sanitario emergenziale internazionale basato su corridoi umanitari sanitari, invio di personale medico specializzato e rafforzamento delle infrastrutture nei contesti di guerra.
Nel frattempo, i dati evidenziano un elevato livello di fiducia nella medicina: il 90% degli italiani considera la scienza un motore di progresso, l’86% ha fiducia nella medicina e l’81% nel medico di famiglia. Tuttavia, secondo Aodi, il problema centrale resta l’accesso reale alle cure.
“Stiamo andando verso due sanità: una per chi può permettersela e una per chi rinuncia. Il rischio concreto è un aumento fino al 36% delle rinunce alle cure”, afferma Aodi.
Tra i casi più critici emerge il Sudan, dove oltre 33 milioni di persone sono coinvolte nella crisi e circa l’80% delle strutture sanitarie risulta fuori uso o non operativo.
Oltre ai conflitti, incidono anche fattori strutturali come inquinamento, carenza di acqua potabile, insicurezza alimentare e degrado ambientale. Questi elementi contribuiscono a un aumento fino al +36% delle malattie infettive a livello globale e alimentano il rischio di nuove emergenze sanitarie.
“Garantire il diritto alla salute significa garantire accesso reale alle cure per tutti. Se non fermiamo le guerre e non riduciamo le disuguaglianze, il diritto alla salute rischia di diventare un privilegio”, conclude Aodi.
Sanità - Potrebbe interessarti anche...
Sanità, Enna entra nell’era della cardiologia strutturale
Sabato, 11 Aprile 2026 16:13All’Ospedale Umberto I eseguiti per la prima volta tre interventi di cardiologia interventistica avanzata: svolta per pazienti e territorio Enna compie un passo decisivo verso una sanità più...
Long Covid, allarme Nursing Up: fino a 100mila infermieri a rischio in Italia
Sabato, 11 Aprile 2026 10:23Il sindacato chiede il riconoscimento come malattia professionale: “Minaccia per un sistema sanitario già in carenza di personale” Il Nursing Up torna a lanciare l’allarme sull’impatto del Long...
Sanità: L’Asp di Enna perde il direttore sanitario Ennio Ciotta, nominato capo dipartimento ad Agrigento
Giovedì, 09 Aprile 2026 06:15Nominato alla guida del Dipartimento Cardiovascolare dell’Asp di Agrigento, subentra a Giuseppe Caramanno L’Asp di Enna perde una figura di rilievo con il trasferimento del dottor Ennio Ciotta,...
Giornata Mondiale della Salute, allarme globale: disuguaglianze sanitarie in crescita fino al +36%
Mercoledì, 08 Aprile 2026 12:27Le associazioni AMSI, UMEM, AISCNEWS, Co-mai e Uniti per Unire denunciano l’impatto di guerre, crisi economiche e carenza di personale sull’accesso alle cure Roma - In occasione della Giornata...