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- Categoria: No alla Violenza
“Basta morire di movida”: a Palermo nasce l’associazione #NoMaranza
L’iniziativa dello chef Natale Giunta per una movida più sicura. Con lui professionisti, cittadini e le madri di giovani vittime della violenza notturna.
“Basta morire di movida”. Con questo messaggio forte nasce a Palermo l’associazione #NoMaranza, presentata al Marina Convention Center su iniziativa dello chef Natale Giunta, titolare del
locale Citysea.
L’iniziativa arriva dopo anni segnati da episodi di violenza nelle notti palermitane. Negli ultimi dieci anni, infatti, diversi fatti di cronaca hanno colpito la movida cittadina con otto vittime, quattro soltanto nel 2025. Proprio dopo una rissa all’ingresso del suo locale, nata dal tentativo di entrare senza pagare, Giunta aveva pubblicato un video diventato virale in cui provocatoriamente annunciava il divieto di ingresso ai cosiddetti “maranza”. Da quell’episodio è nata l’idea di un’associazione per promuovere sicurezza e legalità.
Accanto allo chef, tra i fondatori dell’associazione figurano l’avvocato penalista Mario Bellavista, la giornalista televisiva Stefania Petyx, l’avvocata Fausta Catalano, la civilista Maria Geraci, la professionista Valeria Egle Giallombardo e la giornalista Milvia Averna.
Alla presentazione hanno preso parte anche le madri di alcune vittime della violenza nelle notti siciliane, tra cui Loredana Zerbo, madre di Paolo La Rosa, ucciso nel 2020 a Terrasini, e Daniela Vicari, madre di Francesco Bacchi, ucciso nel 2024 a Balestrate. Presente anche il presidente dell’associazione Filiis Palermo, Domenico Camilleri.
Durante l’incontro è stata inaugurata anche la mostra “SìMaranza. W la barba” del ritrattista palermitano Alessio Falzone, un percorso fotografico dedicato alle barbe più originali e alle storie dei loro protagonisti.
Il nome #NoMaranza, spiega Giunta, nasce dopo un fatto di cronaca che aveva scosso la città. “Volevo lanciare un segnale chiaro – afferma lo chef –: il mio locale non è aperto a chi inneggia alla violenza, a chi cerca la rissa o esce di casa armato”.
L’associazione, senza scopo di lucro, si pone l’obiettivo di fare da ponte tra imprenditori della notte e istituzioni, promuovendo formazione e sensibilizzazione per una movida più sicura. Tra le proposte avanzate vi è la modifica dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza, che attribuisce al questore il potere di sospendere o revocare la licenza ai locali teatro di disordini. Secondo i promotori, la norma – risalente al 1931 – scarica di fatto sui gestori la responsabilità della sicurezza.
Tra le altre proposte anche la creazione di protocolli d’intesa tra locali, forze dell’ordine e prefettura, l’estensione delle “zone rosse” alle discoteche e l’introduzione di un Daspo per i locali da ballo nei confronti di soggetti denunciati per risse e violenze.
“Vogliamo contribuire con i nostri mezzi e la nostra visibilità al benessere della città – ha concluso Stefania Petyx –. Amiamo le barbe, ma odiamo la violenza. Perché non si può morire di movida”.
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