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- Categoria: Meteo
Europa sempre più calda: il clima accelera oltre ogni previsione
Ondate di calore, ghiacciai in ritirata e incendi record: il 2025 segna un punto critico
L’Europa sta vivendo un’accelerazione senza precedenti degli effetti del cambiamento climatico. È quanto emerge dal rapporto European State of the Climate 2025, elaborato dal
Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine e dall’Organizzazione Mondiale della Meteorologia. Il documento descrive un continente sempre più esposto a eventi estremi, con impatti crescenti su ecosistemi e società.
Dagli anni ’80, l’Europa si riscalda a una velocità doppia rispetto alla media globale, rendendola il continente più vulnerabile all’aumento delle temperature.
Caldo record diffuso
Nel 2025, almeno il 95% del territorio europeo ha registrato temperature superiori alla media. Le ondate di calore hanno attraversato tutto il continente, dal Mediterraneo fino all’Artico. Particolarmente significativa l’ondata di caldo che ha colpito la Fennoscandia per tre settimane, con temperature oltre i 30°C anche all’interno del Circolo Polare Artico e un picco di 34,9°C in Norvegia.
Anche lo stress termico è aumentato: in alcune aree della Spagna si sono registrati fino a 50 giorni in più rispetto alla media con temperature percepite oltre i 32°C.
Neve e ghiacci in ritirata
Il 2025 ha visto una drastica riduzione della copertura nevosa e glaciale. A marzo, l’estensione della neve era inferiore del 31% rispetto alla media, segnando uno dei livelli più bassi mai registrati. I ghiacciai continuano a perdere massa, con l’Islanda tra le aree più colpite.
La calotta della Groenlandia ha perso 139 gigatonnellate di ghiaccio in un solo anno, contribuendo all’innalzamento del livello del mare: ogni centimetro in più espone circa 6 milioni di persone al rischio di inondazioni costiere.
Mari sempre più caldi
Il 2025 è stato anche l’anno con la temperatura superficiale marina più alta mai registrata nelle acque europee, il quarto consecutivo da record. Le ondate di calore marine hanno interessato l’86% delle acque, con intensità senza precedenti.
Il Mar Mediterraneo ha registrato condizioni di caldo estremo per almeno un giorno all’anno negli ultimi tre anni, confermando una tendenza ormai strutturale.
Siccità e incendi senza precedenti
Il 70% dei fiumi europei ha mostrato portate inferiori alla media, mentre oltre la metà del continente è stata colpita da siccità già a maggio. Il risultato è stato un aumento drastico degli incendi: oltre 1 milione di ettari bruciati, una superficie superiore a quella di un intero Stato come Cipro.
Le emissioni derivanti dagli incendi hanno raggiunto livelli record, aggravando ulteriormente la crisi climatica.
Eventi estremi e segnali contrastanti
Tempeste e inondazioni hanno comunque colpito migliaia di persone, anche se con una diffusione leggermente inferiore rispetto agli anni precedenti.
Crescono le rinnovabili
In questo scenario critico, emerge però un segnale positivo: nel 2025 le energie rinnovabili hanno coperto il 46,4% della produzione elettrica europea, con il solare che ha raggiunto un nuovo massimo del 12,5%.
Un’urgenza non più rinviabile
Secondo Samantha Burgess, del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, i dati parlano chiaro: il cambiamento climatico non è più una minaccia futura, ma una realtà presente. Servono interventi rapidi e basati su solide evidenze scientifiche per affrontare perdita di biodiversità, incendi e siccità.
Sulla stessa linea Mauro Facchini, della Commissione europea, che sottolinea l’importanza del programma Copernicus nel fornire dati affidabili per decisioni politiche efficaci in un contesto climatico sempre più instabile.
Se vuoi, posso trasformarlo in un articolo più narrativo o con taglio giornalistico ancora più incisivo.
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