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- Categoria: Eventi
Gangi, un viaggio tra storia e cultura: il sistema museale entra nella Rete dei Musei Comunali della Sicilia
Palazzo Sgadari, nuovi poli espositivi e progetti di valorizzazione rafforzano il ruolo del borgo madonita come destinazione culturale d'eccellenza
Nel cuore delle Madonie, dove le antiche case in pietra disegnano uno dei panorami più suggestivi della Sicilia, Gangi conferma la propria vocazione di borgo della cultura. Non solo
meta turistica tra le più apprezzate dell'Isola, ma anche centro di valorizzazione del patrimonio storico e artistico grazie a un sistema museale diffuso che continua ad arricchirsi di nuovi spazi e progetti.
Fulcro dell'offerta culturale è Palazzo Sgadari, storico edificio affacciato su Corso Giuseppe Fedele Vitale, trasformato in un moderno polo museale che consente di visitare quattro diverse sezioni espositive con un unico biglietto.
Il Museo Archeologico "Santi Naselli" raccoglie i reperti provenienti dagli scavi di Monte Alburchia e di Gangi Vecchio, accompagnando il visitatore in un percorso che attraversa la preistoria fino all'età ellenistico-romana, recentemente arricchito da una nuova sezione didattica.
La Pinacoteca "Gianbecchina" custodisce invece la collezione permanente delle opere donate dal celebre maestro siciliano, autentico
interprete della civiltà contadina e dei paesaggi dell'entroterra isolano.
Completano il percorso il Museo delle Armi, che espone la collezione "Giuseppe Franco" con armi bianche e da fuoco di differenti epoche, e il Museo Etnoantropologico, allestito nell'antica autorimessa del palazzo, dove sono conservati strumenti e testimonianze della tradizione agricola e pastorale, con particolare attenzione al ciclo del pane.
L'offerta culturale gangitana si è ulteriormente ampliata con il nuovo Polo Museale della Chiesa Madre, che ospita il monumentale Giudizio Universale di Giuseppe Salerno, detto lo Zoppo di Gangi, una delle tele più imponenti d'Italia.
Di particolare interesse anche il Museo della Morte, allestito nella Cripta delle Mummie sotto la Chiesa Madre, dove sono conservate circa cento salme mummificate di sacerdoti vissuti tra il XVIII e il XIX secolo, molte delle quali presentano ancora le caratteristiche maschere mortuarie in cera.
Tra le realtà più originali figura inoltre la Casa dei Vecchi Ricordi, museo privato curato dal collezionista Luciano Ienna, che racconta la memoria popolare attraverso oltre mille oggetti, dai giocattoli d'epoca agli strumenti della vita quotidiana e della devozione religiosa.
Guardando al futuro, il Comune punta anche sulla riqualificazione dell'ex carcere cittadino, destinato a diventare la Casa delle Farfalle, un innovativo museo ambientale e bioparco dedicato alla biodiversità e all'educazione naturalistica.
A rafforzare ulteriormente il percorso di valorizzazione arriva l'ingresso degli spazi museali di Gangi nella Rete dei Musei Comunali della Sicilia, il progetto promosso da ANCI Sicilia al quale hanno già aderito 102 Comuni e 235 musei, con l'obiettivo di mettere in rete il patrimonio culturale dei territori e favorire nuove opportunità di promozione e sviluppo turistico.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Giuseppe Ferrarello, che sottolinea il valore strategico dell'iniziativa.
"L'ingresso degli spazi museali di Gangi nella Rete dei Musei Comunali della Sicilia non rappresenta soltanto un'adesione formale, ma un vero moltiplicatore di opportunità. La Rete trasforma il museo da semplice contenitore di oggetti a motore di sviluppo economico e culturale per il nostro paese, eletto Borgo più Bello d'Italia nel 2014, e per l'intero territorio delle Madonie.
Per un borgo come il nostro entrare nel circuito promosso da ANCI Sicilia è una scelta strategica fondamentale: significa valorizzare il nostro immenso patrimonio storico e artistico e inserirlo in un sistema regionale capace di generare visibilità, collaborazioni e nuovi flussi turistici.
Sono convinto che collocare i nostri tesori all'interno di un circuito riconosciuto e strutturato come quello della Rete dei Musei Comunali permetterà di intercettare visitatori che spesso privilegiano le grandi mete, offrendo invece ai piccoli centri la possibilità di essere scoperti, apprezzati e vissuti".
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