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- Categoria: Enologia
Il Consorzio tutela vini Valdinoto presenta il progetto per unire le Doc del Sud-Est siciliano
Il Consorzio tutela vini Valdinoto, ottavo in Sicilia riconosciuto dal Ministero dell'Agricoltura, ha presentato ufficialmente il proprio percorso nel territorio, dopo il
debutto all’ultimo Vinitaly. L’obiettivo è tutelare le tre Doc Noto, Siracusa ed Eloro e la Igt Avola, tra le più soggette a contraffazioni, e promuovere l'identità vitivinicola del Sud-Est siciliano come leva di attrattività.
Nato dall’esigenza di fare rete in un’area produttiva fertile ma colpita dalla crisi del settore, il Consorzio riunisce oggi 25 aziende per oltre 300 ettari di vigneti, principalmente di Nero d’Avola e Moscato, distribuiti fra Siracusa, Avola, Noto, Rosolini, Pachino, Portopalo di Capo Passero e Ispica. Forte il ricambio generazionale, con un’importante presenza femminile alla guida delle aziende.
La presentazione, moderata dalla giornalista Carmen Greco nell’ex Cantina Sperimentale di Noto, ha visto la partecipazione della presidente Angela Sergio, della direttrice Teresa Gasbarro, del vicepresidente Carlo Scollo, oltre a rappresentanti istituzionali come l’onorevole Luca Cannata e il direttore dell’Irvo, Vito Bentivegna. Durante l'evento è stato mostrato il nuovo logo del Consorzio, ideato dagli studenti del Liceo artistico Gagini di Siracusa.
La direttrice Gasbarro ha evidenziato i dati critici del comparto: a fronte di 1404 ettari vitati nella provincia di Siracusa, solo 153 sono rivendicati come Doc, e nel 2024 la percentuale di vino certificato è calata del 43% rispetto al 2022. Per questo il Consorzio propone la creazione di una Doc Val di Noto che unifichi le tre attuali denominazioni, mantenendole come sottozone per rafforzare la comunicazione e la competitività.
Il progetto ha trovato il sostegno dell’Irvo e dell’onorevole Cannata, che hanno riconosciuto nel Consorzio un modello di cooperazione capace di generare sviluppo. Tra gli obiettivi anche la promozione del “bere bene” e “bere locale”, coinvolgendo esercenti e giovani, e la semplificazione del linguaggio del vino. Il vicepresidente Scollo ha sottolineato la necessità di una stretta collaborazione con La Strada del Vino del Val di Noto per valorizzare l’enoturismo e creare un percorso enogastronomico condiviso.
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