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L’episodio al Tameside Hospital di Manchester: il medico si allontana dalla sala operatoria per alcuni minuti. Ammesse le responsabilità davanti al General Medical Council.
Un grave episodio di cattiva condotta professionale ha scosso il Tameside Hospital, nell’area della Greater Manchester. Un anestesista, Suhail Anjum, di origini pakistane, ha abbandonato la sala operatoria nel corso di un intervento chirurgico, lasciando il paziente anestetizzato sul lettino, per appartarsi con un’infermiera in un locale vicino.
I fatti risalgono al settembre 2023, ma sono emersi solo recentemente nell’ambito del procedimento avviato dal medico, rientrato nel frattempo in Pakistan, per poter tornare a esercitare nel Regno Unito. Come riportato dalla BBC, il 44enne sarebbe stato sorpreso da una collega in atteggiamenti compromettenti con un’infermiera dell’ospedale.
Durante l’udienza tenutasi a Manchester, Anjum non ha contestato le accuse presentate dal General Medical Council e ha riconosciuto la gravità del proprio gesto. Davanti alla commissione ha definito il suo comportamento “vergognoso”, spiegando di aver attraversato un periodo di forte stress personale e familiare, legato anche alla nascita prematura della figlia. L’assenza dalla sala operatoria sarebbe durata circa otto minuti.
Al suo rientro, l’anestesista ha concluso l’intervento senza conseguenze per il paziente. Tuttavia, come sottolineato dal rappresentante del GMC Andrew Molloy, l’episodio resta estremamente serio: la collega che ha assistito alla scena si è detta scioccata e, pur non avendo causato danni immediati, il comportamento avrebbe potuto mettere a rischio la vita del paziente.
fonte da: https://www.today.it/mondo/medico-lascia-sala-operatoria-sesso-infermiera-caso-manchester.html
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Nel Savonese un parroco avvia la cerimonia prima dell’arrivo della sposa. Chiarimenti e versioni opposte, ma alla fine il lieto fine non manca.
Quello che doveva essere il giorno più bello si è trasformato, per qualche istante, in un momento di forte imbarazzo. In una chiesa del
Savonese, un parroco incaricato di celebrare un matrimonio ha deciso di iniziare la cerimonia prima dell’ingresso della sposa, arrivata con pochi minuti di ritardo.
Secondo il sacerdote, la scelta è stata dettata da una questione di rispetto nei confronti dei fedeli presenti alla messa domenicale. Interpellato dal Secolo XIX, il parroco ha spiegato di aver avviato il rito per non far attendere l’assemblea e ha precisato di aver suggerito agli sposi un orario diverso. La coppia, però, aveva confermato le 11 come orario ufficiale.
Lo sposo ha fornito una versione differente, sottolineando che il ritardo della futura moglie è stato minimo, appena tre minuti, e dovuto a motivi organizzativi. Ha inoltre respinto l’idea di un “ritardino tattico”, chiarendo che la scelta dell’orario era obbligata dall’indisponibilità di altre chiese o date. Su indicazione del parroco, nelle partecipazioni era stato indicato l’orario delle 10.30, invitando gli ospiti ad arrivare in anticipo.
La sposa ha raccontato di essere entrata in chiesa poco dopo le 11, notando con sorpresa che la celebrazione era già iniziata. Lo sposo avrebbe anche provato a fermare il sacerdote, senza riuscirci. Superata l’incomprensione iniziale, la cerimonia è poi proseguita regolarmente e la giornata si è comunque conclusa con il sì tanto atteso.
fonte:https://www.today.it/web/prete-matrimonio-senza-sposa-ritardo.html
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Il piccolo prodigio della Pennsylvania frequenta i corsi universitari accanto a studenti ventenni e punta a una carriera nella medicina per aiutare i bambini con disabilità neurologiche.
Mentre la maggior parte dei bambini di nove anni divide il tempo tra scuola elementare e gioco, Aiden Wilkins ha già le idee chiarissime sul suo futuro. Il giovane talento di Collegeville, in Pennsylvania, è diventato il più giovane studente a frequentare i corsi dell’Ursinus College, affiancando compagni di classe molto più grandi di lui. Il suo obiettivo è ambizioso: diventare neurochirurgo pediatrico.
Il talento di Aiden si è manifestato precocemente. Come racconta la madre Veronica ai media statunitensi, il bambino ha iniziato a leggere i segnali stradali e a correggere le frasi degli adulti poco dopo aver imparato a parlare. Mentre i coetanei guardavano cartoni animati, lui restava affascinato dal cervello umano, studiando complessi video di anatomia.
Le equazioni algebriche per lui sono un passatempo: a sei anni ha superato i test per studenti dotati del liceo, a sette si è iscritto alle superiori e oggi frequenta il secondo anno alla Reach Cyber Charter School. Tre giorni a settimana segue lezioni in presenza all’Ursinus College, mentre negli altri giorni studia online per completare il percorso liceale.
Intervistato da NBC Philadelphia, Aiden ha spiegato la sua scelta: «Voglio diventare neurochirurgo pediatrico perché mi piace aiutare i bambini della mia età. È triste vedere coetanei con disabilità neurologiche e voglio fare qualcosa per loro. Vorrei che la mia storia dimostrasse che, con impegno, si possono raggiungere i propri obiettivi».
La madre si dice orgogliosa del percorso del figlio: «È tutto merito suo, io resto dietro le quinte. Lui segue ciò che ama fare». Se continuerà così, Aiden potrebbe persino superare record storici: oggi il primato di medico più giovane appartiene a Balamurali Ambati, laureatosi a 17 anni. Al di là dei numeri, il futuro accademico di Aiden appare già fuori dal comune.
fonte: https://www.today.it/mondo/aiden-wilkins-bimbo-universita-usa.html
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Il mare attorno all’isola di Hormuz, in Iran, si è colorato di un intenso rosso dopo forti piogge, regalando immagini spettacolari che hanno fatto il giro del web. Un effetto scenografico
che non ha nulla di inquietante: la colorazione è causata dal terreno dell’isola, ricco di ossidi di ferro, che viene trascinato in mare da pioggia e vento.
Hormuz è una cupola salina formata nel corso di milioni di anni, in cui i minerali affiorano in superficie. Quando piove, il suolo rossastro si dissolve e crea suggestive scie color cremisi che si riversano in acqua, trasformando temporaneamente il paesaggio costiero.
Un fenomeno simile, seppur con cause completamente diverse, si osservava anche in Italia, nel lago di Pergusa. Qui l’acqua, quando il bacino era "vivo", poteva assumere tonalità rosso-violacee durante i mesi estivi a causa della proliferazione di un piccolo crostaceo, l’Arctodiaptomus salinus, e di particolari solfobatteri. Si tratta di organismi che producono pigmenti rossi per proteggersi dalla forte radiazione solare e si concentrano sotto le piante acquatiche, trasferendo il colore all’acqua.
Nel caso di Pergusa, il fenomeno è noto fin dall’antichità ed è stato osservato anche da Aristotele e Plinio e veniva associato a leggende e presagi. Oggi il fenomeno non si ripresenta più probabilmente per la drastica riduzione della quantità d'acqua, ma era un segnale di processi naturali di auto-depurazione del lago. Due esempi diversi che mostrano come la natura possa tingere l’acqua di rosso senza alcun legame con inquinamento o eventi straordinari.
Foto: https://www.today.it/web/mare-rosso-sangue-hormuz-video.html
Foto: https://www.ora-siciliana.eu/blog/pergusa-lago-di-sangue/
Filippo Giunta
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Juan Pedro Franco è morto a 41 anni in Messico dopo un’infezione renale.
Deteneva il record Guinness e aveva perso oltre 300 chili.
È morto a 41 anni Juan Pedro Franco, l’uomo considerato per anni il più obeso del mondo. Il decesso è avvenuto alla vigilia di Natale
in un ospedale dello stato messicano di Aguascalientes, dove era ricoverato dopo un improvviso peggioramento delle condizioni di salute causato da un’infezione renale, sfociata in gravi complicazioni sistemiche.
Franco era diventato famoso nel 2017, quando il Guinness World Records lo aveva certificato con un peso vicino ai 600 chili, rendendolo la persona vivente più pesante al mondo. Costretto a letto per anni, aveva intrapreso un percorso medico complesso che gli aveva permesso di perdere circa 300 chili grazie a una dieta controllata e a due interventi di chirurgia bariatrica, tornando persino a camminare.
Il suo caso era stato spesso citato come esempio estremo di obesità patologica, una malattia cronica che, nonostante i progressi ottenuti, continua a lasciare segni profondi sull’organismo. La sua morte riporta l’attenzione sui rischi dell’obesità estrema, già costata la vita in passato ad altre figure simbolo dei record mondiali di peso.
Fonte: https://www.today.it/mondo/morto-juan-pedro-franco-obeso-record.html
Foto: Guinnesworldrecord
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