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- Categoria: Cultura
Un capolavoro da riportare a casa: la Sicilia chiama Antonello
Dopo l’annuncio dell’asta internazionale a New York, si rafforza l’impegno delle istituzioni per impedire che un’opera simbolo di Ant
onello da Messina finisca all’estero e per garantirne l’esposizione nei musei siciliani.
La recente notizia della prossima vendita, presso la sede newyorkese di Sotheby’s, di un dipinto bifronte autografo di Antonello da Messina — con l’Ecce Homo su un lato e San Girolamo penitente sull’altro — ha acceso l’attenzione del Ministero della Cultura. L’obiettivo è chiaro: intervenire per l’acquisizione dell’opera ed evitare che venga assorbita dal mercato internazionale e sottratta al patrimonio pubblico italiano.
Sull’argomento è intervenuto Fabio Venezia, deputato regionale e vicepresidente della Commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana, sottolineando come un’eventuale acquisizione dovrebbe tradursi nel rientro del dipinto in Sicilia. Secondo Venezia, la collocazione ideale dell’opera non può che essere uno dei musei regionali, così da ristabilire un legame autentico tra il capolavoro e la terra che ha dato i natali al suo autore.
Antonello da Messina rappresenta infatti una figura centrale nella storia dell’arte rinascimentale, non solo per la Sicilia ma per l’intero panorama europeo. La sua opera incarna un punto d’incontro tra cultura fiamminga e tradizione italiana, e costituisce un elemento identitario profondo per l’Isola, che già custodisce importanti testimonianze della sua produzione.
La frammentazione e la dispersione delle opere del maestro messinese, ha ribadito Venezia, restano una ferita aperta nella memoria storica e culturale siciliana. Per questo motivo è stata presentata un’interpellanza parlamentare rivolta al Governo regionale, con la richiesta di attivarsi tempestivamente presso il Ministero della Cultura affinché venga esercitato il diritto di prelazione e, in caso di esito favorevole, siano avviate tutte le procedure necessarie per esporre il dipinto in Sicilia.
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