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- Categoria: Comuni
Terzo mandato nei piccoli comuni: i sindaci siciliani chiedono l’allineamento alla normativa nazionale
Lettera aperta alle istituzioni regionali: nei comuni sotto i 15.000 abitanti del resto d’Italia i sindaci possono candidarsi per un terzo mandato
I sindaci dei comuni siciliani con meno di 15.000 abitanti hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e a tutti i deputati regionali per chiedere l’allineamento della normativa regionale a quella nazionale sul tema del terzo mandato.Nel resto d’Italia, infatti, ai sindaci dei piccoli comuni è già riconosciuta la possibilità di candidarsi per un terzo mandato, lasciando ai cittadini la scelta finale attraverso il voto.
Secondo i primi cittadini, una disciplina diversa in Sicilia rischierebbe di creare una disparità tra cittadini italiani e di aprire inevitabilmente la strada a contenziosi e ricorsi davanti ai tribunali amministrativi.Nel testo della lettera i sindaci intervengono anche sul dibattito politico delle ultime settimane, respingendo le accuse secondo cui la richiesta di modifica della normativa sarebbe dettata dalla volontà di “restare attaccati alla poltrona”. Una rappresentazione che definiscono ingenerosa e lontana dalla realtà del lavoro quotidiano degli amministratori locali.
I sindaci ricordano infatti di essere il primo presidio dello Stato nei territori, chiamati ad amministrare comunità spesso con risorse limitate ma con responsabilità molto rilevanti, affrontando ogni giorno i problemi concreti dei cittadini.Per questo chiedono che il confronto torni su un piano istituzionale e giuridico, ponendo una domanda chiara alle istituzioni regionali: la Sicilia intende allinearsi alla normativa nazionale oppure no?
Attualmente, nel resto del Paese, i sindaci dei comuni sotto i 15.000 abitanti possono candidarsi per un terzo mandato. Una scelta legislativa che, sottolineano i firmatari, rimette ai cittadini la decisione finale: confermare o cambiare chi amministra.Secondo i sindaci non vi sarebbe motivo per cui i cittadini siciliani debbano essere privati della stessa possibilità in occasione delle prossime elezioni amministrative.
Nel documento si evidenzia inoltre che una normativa differente rispetto a quella nazionale rischierebbe di generare disparità tra cittadini italiani e di aprire la strada a contenziosi, anche alla luce degli orientamenti già espressi dalla Corte Costituzionale su questa materia.La giurisprudenza costituzionale, ricordano i sindaci, ha infatti indicato principi chiari che rafforzano l’impostazione della normativa nazionale, che consente ai sindaci dei comuni sotto i 15.000 abitanti di candidarsi per un terzo mandato.
La richiesta avanzata alle istituzioni regionali viene quindi presentata come una questione di coerenza istituzionale e di rispetto dei principi democratici.“Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B”, si legge nella lettera, così come non esistono amministratori di serie A e di serie B. Ciò che conta è il diritto dei cittadini di scegliere liberamente attraverso il voto.I sindaci siciliani concludono ribadendo che non si tratta di una richiesta di privilegi, ma della volontà di garantire anche in Sicilia ciò che già avviene nel resto d’Italia: lasciare ai cittadini la libertà di decidere chi debba guidare le proprie comunità.
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