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- Categoria: Comuni
Autodromo Pergusa, il “Sì” negato: il Coordinamento Civico attacca l’aula, “La politica ha abdicato al suo ruolo”
Dopo la bocciatura della revoca della liquidazione dell’Ente Autodromo, il movimento civico
denuncia assenze pesanti e accuse di tatticismo: “Si è scelto di non decidere”
Enna– Un attacco duro, una denuncia netta, un atto d’accusa senza sconti. Il Coordinamento Civico per Enna interviene con toni forti dopo l’ultima seduta del Consiglio comunale che ha
respinto la revoca della liquidazione dell’Ente Autodromo, lasciando in sospeso il futuro del Autodromo di Pergusa.
Al centro della presa di posizione non ci sono soltanto i numeri del voto, ma soprattutto le cinque assenze registrate in aula, definite “macigni politici” in una fase che avrebbe richiesto compattezza e senso di responsabilità. Il Coordinamento chiarisce di non voler distinguere tra maggioranza e minoranza, ma sottolinea come, quando in gioco c’è un asset strategico, identitario ed economico per la città, l’assenza pesi quanto un voto contrario.
“La compagine che sostiene la Giunta – si legge nella nota – aveva l’occasione d’oro per salvare l’ente. Non importa da quale banco provenisse la proposta: se l’obiettivo è davvero il bene di Enna, si vota ‘Sì’ e poi si affrontano i nodi tecnici”. Secondo il movimento civico, la paura di eventuali responsabilità contabili e la volontà di non concedere vantaggi politici all’avversario avrebbero prevalso su una visione di sviluppo per il territorio.
Il Coordinamento parla apertamente di “celebrazione del chi è più forte” e accusa la politica di aver lasciato campo libero a burocrazia e cavilli, rinunciando al proprio ruolo guida. “Si poteva mediare, emendare, costruire un percorso condiviso. Si è scelto invece di restare fermi o di non presentarsi affatto”, viene evidenziato.
Il risultato, secondo il movimento, è chiaro: il Consorzio resta in liquidazione e il futuro di Pergusa continua a essere appeso a decisioni rinviate. Da qui l’appello finale a una classe dirigente capace di anteporre il bene comune ai calcoli elettorali, restituendo centralità alla città e ai suoi cittadini.
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