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Previsti circa duecento euro a famiglia, con quaranta euro in più rispetto al 2025
La stagione dei saldi invernali in Sicilia dovrebbe registrare un miglioramento significativo rispetto al 2025, con una spesa media di circa quaranta euro in più per famiglia. A stimarlo è
il presidente regionale della Confederazione Italiana Esercenti Commercianti Sicilia, Salvatore Bivona, in relazione ai saldi invernali avviati ufficialmente sabato 3 gennaio.
Secondo le previsioni della CIDEC, la spesa media si attesterebbe intorno ai duecento euro a famiglia. Un dato che, secondo il presidente, riflette una crescita dell’economia siciliana nell’ultimo triennio, seppur lenta e non uniforme.
Bivona riconosce inoltre il ruolo dell’assessorato regionale alle Attività produttive, che avrebbe adottato un approccio improntato al dialogo e al confronto continuo con le organizzazioni di categoria del commercio, favorendo provvedimenti utili a sostenere il settore.
Gli esercenti, secondo la CIDEC, puntano principalmente allo smaltimento delle giacenze di magazzino e al contrasto della concorrenza del commercio online, ritenuta non sempre leale. I saldi rappresenterebbero anche un’occasione per riavvicinare i consumatori ai negozi di vicinato, recuperando il valore sociale del commercio di prossimità.
Particolarmente positive risultano le previsioni per le province di Palermo, Catania, Siracusa e Messina, favorite dall’aumento dell’affluenza turistica, cresciuta in tutta l’isola di oltre il quattro per cento rispetto all’anno precedente.
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Palermo - Dopo le festività natalizie, i saldi invernali sono pronti a partire: il 2 gennaio in Valle d’Aosta e il 3 gennaio in tutte le altre regioni. Secondo l’Istat, a dicembre l’indice di fiducia
dei consumatori torna a salire, passando da 95 a 96,6, con miglioramenti in quasi tutte le componenti, ad eccezione delle valutazioni sulla situazione economica dell’Italia e della possibilità di risparmio.
Sul fronte dell’inflazione, l’Istat segnala un calo all’1,1% a novembre, il livello più basso registrato dall’inizio dell’anno, mentre l’inflazione di fondo si attesta al 1,7%. Tuttavia, buona parte delle tredicesime è già stata destinata a mutui, bollette, tasse e assicurazioni auto, con molte famiglie, in particolare pensionati, costrette a mettere da parte risorse per spese sanitarie private a causa delle lunghe liste di attesa.
Federconsumatori stima che circa il 44% delle famiglie abbia approfittato delle offerte del Black Friday, con un aumento di chi ricorre al “buy now pay later”, strumento percepito come innocuo ma con rischi reali di indebitamento e tassi di interesse elevati. Secondo Lillo Vizzini, presidente emerito di Federconsumatori Palermo, la combinazione di promozioni prolungate e spese natalizie già sostenute può ridurre l’interesse verso i saldi, pur non fermando completamente gli acquisti.
A Palermo e provincia, si prevede che il 33% delle famiglie parteciperà ai saldi, con una spesa media di 17,9 euro a famiglia. Nella città di Palermo saranno coinvolte circa 85.883 famiglie per un giro d’affari di 14,8 milioni di euro, mentre nell’intera provincia le famiglie saranno 162.594, con un totale di 28 milioni di euro.
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Inchiesta editoriale sulla crisi delle attività nel capoluogo e nei comuni della provincia:
serrande abbassate, centri storici svuotati e un futuro ancora incerto
Dalla Via Roma di Enna Alta ai piccoli centri dell’entroterra, la desertificazione commerciale avanza in silenzio. Un fenomeno strutturale che cambia il volto delle città e incide
sulla vita sociale ed economica del territorio.
L’inchiesta
La crisi del commercio nel capoluogo ennese e nella provincia non è più un’emergenza episodica, ma una condizione strutturale. Le chiusure di negozi e attività storiche, concentrate soprattutto nel centro urbano di Enna Alta e nei piccoli comuni dell’entroterra, raccontano una trasformazione profonda del tessuto economico locale.
Il fenomeno si inserisce in un quadro regionale e nazionale segnato dal calo dei consumi, dall’avanzata dell’e-commerce e dalla crescente concentrazione dell’offerta nella grande distribuzione. Tuttavia, nel territorio ennese queste dinamiche risultano amplificate da fattori demografici e sociali specifici.
Il capoluogo: il centro storico come simbolo della crisi
Il cuore della città, lungo Via Roma e nelle aree storiche di San Pietro, Valverde, Fundrisi e Sant’Agostino, mostra con evidenza gli effetti della desertificazione commerciale. Le serrande abbassate si alternano a locali sfitti, mentre diminuiscono i servizi di prossimità un tempo essenziali per residenti e anziani.
La riduzione dei flussi pedonali, l’aumento dei costi di gestione e lo spopolamento progressivo del centro storico hanno reso sempre più difficile la sopravvivenza delle attività tradizionali. Le zone di espansione e Enna Bassa–Sant’Anna resistono meglio, grazie alla presenza di uffici e dell’università, ma il commercio si concentra ormai quasi esclusivamente su ristorazione e servizi.
La provincia: piccoli comuni sempre più fragili
Nei centri minori della provincia la situazione appare ancora più critica. Il calo demografico, l’invecchiamento della popolazione e la ridotta capacità di spesa hanno portato alla scomparsa di numerosi negozi di vicinato. In alcuni comuni restano soltanto poche attività essenziali, con un impatto diretto sulla qualità della vita e sull’attrattività dei territori.
La chiusura dei negozi, in questi contesti, equivale spesso alla perdita di un presidio sociale oltre che economico.
Le cause di una crisi strutturale
L’inchiesta individua alcune cause ricorrenti:
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il cambiamento delle abitudini di consumo e la crescita dell’online;
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l’aumento dei costi di affitti, energia e lavoro;
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la concorrenza della grande distribuzione e degli outlet;
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lo spopolamento delle aree interne;
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l’assenza di politiche urbane e commerciali di lungo periodo.
Le conseguenze sul tessuto urbano e sociale
La desertificazione commerciale produce effetti che vanno oltre l’economia: meno servizi, meno relazioni sociali, maggiore percezione di declino e insicurezza. Le città diventano meno attrattive per i giovani, per i nuovi residenti e per i visitatori, alimentando un circolo vizioso difficile da spezzare.
Scenari e possibili soluzioni
Le associazioni di categoria indicano la necessità di interventi strutturali: incentivi fiscali mirati, politiche sugli affitti, sostegno alla digitalizzazione delle piccole imprese, eventi e iniziative capaci di riportare flussi nei centri storici. Centrale appare anche la costruzione di una strategia condivisa tra istituzioni e operatori economici.
Conclusione
La crisi del commercio a Enna e nella sua provincia rappresenta una cartina di tornasole delle difficoltà delle aree interne siciliane. Senza una visione di lungo periodo, la desertificazione commerciale rischia di diventare irreversibile, con conseguenze profonde sull’identità urbana, sull’economia e sulla coesione sociale del territorio.
Massimo Castagna
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Elezione del nuovo presidente, rinnovo degli organi associativi e visione strategica fondata su crescita condivisa e sviluppo del territorio
Enna - Il geom. Vincenzo Talio, classe 1955, imprenditore alla guida del Gruppo Talio e delle società VIDR S.r.l. e CST S.r.l., è stato eletto presidente di ANCE Enna per il quadriennio
2025/2029. L’Assemblea ha inoltre nominato il Consiglio di Presidenza e rinnovato il Consiglio Generale, completando il nuovo assetto di governance dell’associazione.
Nel presentare le linee programmatiche, il presidente Talio ha indicato come obiettivo centrale la crescita congiunta delle imprese associate e del territorio, sintetizzata nello slogan “Crescere insieme: l’ANCE come comunità che costruisce futuro”. La visione proposta punta a rafforzare il ruolo dell’associazione come luogo di collaborazione tra imprese e istituzioni locali.
Il percorso imprenditoriale del Gruppo Talio affonda le radici negli anni Sessanta e si sviluppa fino all’attuale realtà industriale rappresentata da VI.D.R. S.r.l., oggi attiva nel settore delle grandi opere ferroviarie e infrastrutturali. L’azienda opera nella progettazione, costruzione e manutenzione di opere complesse, con elevati standard tecnologici, organizzativi e di sostenibilità, riconosciuti da numerose certificazioni nazionali e internazionali.
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Incontro a Sicindustria con imprese e centri di ricerca: la Regione
punta su tecnologie strategiche e competitività industriale
È stato presentato nella sede di Sicindustria a Palermo il bando Step (Strategic technologies for Europe platform), finanziato con 
315 milioni di euro nell’ambito del Pr Fesr 2021-2027, destinato a sostenere la competitività del sistema produttivo siciliano nei settori dell’alta tecnologia. All’incontro hanno partecipato imprese e centri di ricerca interessati alle opportunità offerte dal nuovo avviso, i cui termini per la presentazione delle domande si sono aperti nei giorni scorsi.
L’iniziativa è stata promossa dalla Presidenza della Regione e dall’assessorato regionale alle Attività produttive, in collaborazione con Sicindustria. I lavori sono stati aperti dall’assessore Edy Tamajo e dal presidente degli industriali siciliani Luigi Rizzolo, seguiti dagli interventi dei vertici dei dipartimenti regionali coinvolti. Secondo la Regione, il bando rappresenta uno strumento strategico per sostenere investimenti in innovazione, ricerca e tecnologie avanzate, favorendo anche collaborazioni con partner internazionali e rafforzando la competitività dell’economia siciliana.
L’obiettivo dichiarato è creare un contesto favorevole agli investimenti e accompagnare le imprese lungo i percorsi di crescita, semplificando le procedure e rafforzando il rapporto di fiducia tra istituzioni e sistema produttivo. L’avviso finanzia progetti da realizzare in Sicilia che riguardano tecnologie critiche e ad alto potenziale di sviluppo, capaci di contribuire alla transizione digitale e green e alla riduzione delle dipendenze strategiche dell’Unione europea. Le risorse sono destinate sia alle tecnologie digitali, alle deep tech e alle biotecnologie, sia alle clean tech, comprese le energie rinnovabili e l’economia circolare.
Possono partecipare imprese di qualsiasi dimensione, anche in partenariato con organismi di ricerca pubblici o privati. Le agevolazioni coprono una quota significativa dei costi ammissibili, con percentuali variabili in base alla tipologia di investimento e alle attività di ricerca e sviluppo. Le istanze preliminari possono essere presentate fino a metà febbraio, mentre per i progetti definitivi sono previsti ulteriori termini successivi alle prime verifiche.
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