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- Categoria: Archeologia
Leonforte (En) - Riaffiora un antico sistema idraulico nel quartiere Granfonte
Le piogge riportano alla luce una galleria seicentesca: SiciliAntica chiede massima tutela del sottosuolo storico
Nel centro storico di Leonforte, all’interno del quartiere della Granfonte, le recenti e intense precipitazioni hanno portato alla luce un’importan
te testimonianza del passato urbano. A seguito di smottamenti del terreno, è emerso a circa due metri e mezzo di profondità un manufatto idraulico di rilevante interesse archeologico, situato a breve distanza dalla Fontana delle Ninfe.
L’Associazione SiciliAntica, sezione comprensoriale di Assoro-Leonforte-Nissoria, è intervenuta tempestivamente per effettuare i primi rilievi e le analisi preliminari. Le osservazioni condotte indicano la presenza di una galleria-canale scavata direttamente nella roccia calcarenitica, con una volta accuratamente rivestita in malta, probabilmente per proteggere la purezza delle acque e garantire la stabilità della struttura.
Il condotto, che si sviluppa sotto diverse abitazioni private, confluisce nel complesso sistema sotterraneo collegato alla sorgente di San Cristoforo, fulcro dell’approvvigionamento idrico storico della città. L’opera è attribuibile con buona probabilità al XVII secolo, periodo della fondazione di Leonforte, anche se non si esclude una fase costruttiva più antica.
Come evidenziato dall’archeologo Alfredo Crimì di SiciliAntica, il ritrovamento consente di ricostruire con maggiore precisione l’ingegnoso sistema idraulico che per secoli ha alimentato le fontane monumentali del Giardino delle Ninfe e della Sicula Tempe. Questo articolato reticolo di cunicoli ha garantito l’acqua alla città fino al 1926, anno di inaugurazione del primo acquedotto moderno progettato dall’ingegnere Arena.
La scoperta richiama l’attenzione sulla delicatezza del tessuto urbanistico ai piedi dell’antico Palazzo Branciforti, caratterizzato da una complessa stratificazione storica. Gli esperti sottolineano l’urgenza di adottare criteri di intervento improntati alla massima cautela, privilegiando il restauro conservativo e un attento monitoraggio del sottosuolo per evitare rischi strutturali o danni irreversibili al patrimonio nascosto.
SiciliAntica ha infine espresso gratitudine ai propri soci per la pronta documentazione del rinvenimento e all’Amministrazione comunale che, sotto la guida del Sindaco, è intervenuta rapidamente per la messa in sicurezza dell’area, tutelando l’incolumità dei cittadini e la stabilità degli edifici circostanti.
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