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- Categoria: Archeologia
Cozzo Matrice: un patrimonio da tutelare, non da improvvisare
I Giovani Democratici di Enna intervengono sulla questione legata alla recente attività di valorizzazione del sito archeologico di Cozzo Matrice,
sollevando perplessità sull’impostazione e sulla gestione dell’iniziativa. In una nota, il movimento giovanile del Partito Democratico esprime dubbi sulla trasparenza delle scelte operate dal Comune e dal Parco archeologico, e pone interrogativi sul rispetto delle norme in materia di tutela del patrimonio culturale.
«La gestione dei beni archeologici in Sicilia presenta da anni criticità note — dichiarano i Giovani Democratici di Enna — e l’episodio di Himera, con una mandria di mucche lasciata pascolare tra i resti archeologici grazie a una convenzione del Parco, ne è solo l’ultimo esempio». Una vicenda su cui è già intervenuto il deputato regionale del Partito Democratico, On. Fabio Venezia, con un’interrogazione parlamentare.
Nel caso di Cozzo Matrice, l’attenzione è puntata sull’avvio di un percorso di valorizzazione promosso dal sig. Gaetano Cantaro, indicato sulla stampa come “cultore di storia locale”. Secondo i Giovani Democratici, «per quanto meritevole l’impegno civico di un cittadino, il termine “cultore” non equivale a un titolo accademico o a competenze specialistiche in ambito archeologico».
A preoccupare è anche il forte coinvolgimento politico nell’iniziativa. «A partire dalla presenza dell’On. Eliana Longi, del direttore del Parco Carmelo Nicotra, del sindaco Dipietro e dell’assessore Vasco — spiegano i GD — emerge un chiaro legame tra i promotori del progetto e l’area politica di Fratelli d’Italia, come testimoniato anche da immagini pubbliche che ritraggono Cantaro insieme a rappresentanti locali del partito, come Jacopo Gessaro e Angelo Arangio».
«Nulla contro l’impegno civico, anzi — sottolineano — ma guidare operazioni di recupero tra le sterpaglie, come dichiarato dallo stesso Cantaro, dovrebbe essere competenza di figure qualificate, come previsto dagli articoli 9-bis e 29 comma 6 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Gli interventi sui beni archeologici non possono essere affidati all’improvvisazione, né tanto meno essere strumenti di narrazione ideologica».
I Giovani Democratici mettono inoltre in discussione l’interpretazione storica data al sito: «Affermare che l’identità ennese derivi da Cozzo Matrice è una semplificazione che ignora la complessità delle civiltà preistoriche che lo abitavano. Si rischia di promuovere una visione storica parziale, se non politicizzata».
Il movimento giovanile chiude con un appello alla trasparenza: «Il sito di Cozzo Matrice è un bene collettivo. Va tutelato da professionisti del settore e valorizzato nel rispetto della verità storica e delle leggi.
Chiediamo quindi chiarezza: quali titoli possiede Cantaro per essere coinvolto? Quali criteri hanno guidato la sua individuazione da parte delle istituzioni? È lecito aspettarsi risposte chiare da parte del Comune, del Parco e dell’assessore regionale Scarpinato».
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