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- Categoria: Archeologia
Agrigento - Recuperati dei reperti archeologici nel mare
Martedì 6 agosto sono stati recuperati dal Nucleo sommozzatori dei Carabinieri di Messina un ceppo mobile e una contromarra, entrambi in piombo ed appartenenti ad un'ancora di una nave antica oltre duemila anni. 
Al recupero, avvenuto nel mare davanti contrada Cannatello nell'agrigentino, hanno preso parte anche Fabrizio Sgroi, responsabile di zona della Soprintendenza del Mare, insieme a Francesco Urso del gruppo subacqueo di BCSicilia con numerosi militari e il Responsabile del Gruppo subacqueo BCsicilia Gaetano Lino.
Proprio Francesco Urso, il 20 luglio, aveva scoperto il ceppo, lungo 102 cm, e la contromarra, lunga 65 cm. Aveva subito allertato le autorità fornendo l'esatta posizione e chiedendo un intervento immediato in quanto i due reperti ridultavano in grave pericolo di trafugamento perchè adagiati ad alcune decine di metri dalla battigia e a bassissima profondità.
La zona non è nuova a scoperte archeologiche, infatti anni prima sono stati rinvenute cinque ancore bizantine, un cannone medievale e molto altro ancora. Tutti questi reperti sono stati posizionati e rilevati spesso con la tecnica 3D dai volontari del Gruppo subacqueo di BCSicilia e trasmessi alla Soprintendenza del Mare.
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