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Ars, il voto segreto affossa il ddl sul terzo mandato dei sindaci nei piccoli comuni
L’emendamento soppressivo passa con 43 voti favorevoli e 18 contrari.
Circa venti franchi tiratori nella maggioranza
All’Assemblea regionale siciliana il voto segreto colpisce ancora e fa cadere il disegno di legge che introduceva la possibilità del terzo mandato per i sindaci dei comuni siciliani con
popolazione compresa tra cinquemila e quindicimila abitanti.
Alla prima votazione su un emendamento soppressivo dell’articolo 1, nucleo fondante della norma, il Movimento Cinque Stelle, attraverso il deputato Nuccio Di Paola, ha chiesto il ricorso al voto segreto. L’emendamento è stato approvato con 43 voti favorevoli e 18 contrari, determinando di fatto lo stop alla proposta.
Si tratta della seconda bocciatura nel giro di poche settimane per la norma sul terzo mandato, che era stata inserita anche nel disegno di legge sugli Enti locali e che già in quella occasione era stata affossata proprio dal voto segreto.
Al momento della votazione Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, dichiaratamente contrari alla norma, erano presenti con 21 deputati. Un dato che lascia ipotizzare la presenza di circa venti franchi tiratori nelle file della maggioranza. Il governo regionale e la commissione Affari istituzionali non si sono espressi sull’emendamento, rimettendosi alle decisioni dell’Aula.
Dopo il voto, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha avviato l’esame del disegno di legge di riforma della burocrazia regionale. Il clima in Aula, tuttavia, è apparso teso e il governo ha scelto di accogliere la proposta di rinviare il provvedimento in commissione Affari istituzionali per ulteriori approfondimenti.
“Quella della burocrazia regionale è una delle riforme più importanti – ha spiegato il vice presidente della Regione Luca Sammartino –. In queste ore c’è un dialogo tra governo e sindacati. Accolgo con favore, quindi, la possibilità di un rinvio del testo in commissione. Auspico che questo ulteriore approfondimento possa aiutare anche il percorso del ddl”.
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