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- Categoria: Riceviamo e Pubbl.
La sinistra invisibile e l’apatia che cresce tra i cittadini
Tra disillusione, diseguaglianze e distanza dalla politica, sempre più
persone scelgono l’astensione in attesa di una proposta credibile
Per strada, nelle piazze, al bar, fuori dalle scuole e dentro i negozi mi capita spesso di incontrare persone convinte che la soluzione ai mali della società moderna sia la solidarietà, il
non sentirsi soli e abbandonati a sé stessi. Sono persone invisibili, sebbene non si nascondano, agli occhi dei mestieranti della politica che non abitano i loro quartieri o che non siedono nelle stesse sale d’attesa dei pubblici uffici od ospedali.
Questi invisibili non sono nemmeno muti poiché parlano ma lo fanno su frequenze dell'etere su cui i mestieranti della politica non si sintonizzano. Questa invisibilità non è un accidente della Storia bensì l'esito di una lunga serie di scelte che hanno condotto la Sinistra a occupare spazio senza riempirlo, a ignorare la voce di quanti volevano essere ascoltati. A sinistra è rimasto l’ingombrante PD, che pure conosce le diseguaglianze crescenti, le fragilità strutturali di istituzioni e servizi, l’erosione progressiva dei diritti, eppure non opera di conseguenza. Intanto, non monta più neanche la rabbia, che ha ceduto il posto alla rassegnazione, che nemmeno protesta, ma rifluisce nel tirare a campare a testa bassa, stringendo i denti per aiutare figli che emigrano e anziani che invecchiano sempre più soli.
«Lui ha creato l'Università!» dicono i proprietari di case, ossia la media borghesia ennese timorosa di scivolare nella povertà e che dà l'assalto agli studenti, visti in modo miope soltanto come ottimi pagatori di affitti, mentre una giovane coppia desiderosa di metter su famiglia è oramai quasi impossibilitata a fare il proprio nido a Enna Bassa. La Sinistra, in cui con sempre più malcelato disagio si colloca ancora un sempre più abusivo PD, dovrebbe essere l'area politica in cui i meno abbienti dovrebbero trovare la rappresentanza naturale dei loro interessi, da promuovere e tutelare senza paternalismo, di cui l'assistenzialismo è un portato.
E invece la vulnerabilità sociale è solo un espediente retorico per avvicinare in campagna elettorale e tradire subito dopo lo spoglio elettorale. A sinistra, nella migliore delle ipotesi, sopravvive la dignità delle parole cui non corrisponde tuttavia la dignità delle persone, che la smarriscono in uno Stato sempre più a-sociale. La Sinistra, in larga parte usurpata dal PD, non intercetta né tantomeno interpreta i bisogni e le attese di chi professa di voler rappresentare, mentre restituisce un quadro di tensioni e precari equilibri fra correnti, di posizionamenti tattici da cui logorare gli avversari per smania di potere.
E allora quelli di Sinistra, che sono tanti anche ad Enna, che faranno alle prossime elezioni comunali? Semplicemente si asterranno, vale a dire che continueranno ad essere apatici, ossia delusi a tal punto da non riuscire neppure più a prendersi di collera, la quale è pur sempre manifestazione di vitalità e segnale di un'aspettativa quantomeno emotiva nel progresso verso la giustizia sociale.
Ciononostante, l'apatia politica non è da confondersi con l'indifferenza civica; piuttosto, è la risposta adattativa di coloro che hanno provato a partecipare, si sono sentiti traditi con sfrontata sistematicità e hanno deciso razionalmente di smettere di investire in qualcosa, la politica, che non dà quel che promette. Costoro, però, non sono definitivamente perduti ma aspettano di ricevere una seria proposta che soddisfi concretamente le loro esigenze di vita.
La domanda di Sinistra esiste e incalza a farsi avanti con onestà e spirito di servizio; è la domanda di molti che non vogliono essere lasciati indietro mentre pochi felici li distaccano. Io a questa domanda, consapevole dei miei limiti e dell'impervio cammino, voglio tentare di rispondere.
Marco Motta
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