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- Categoria: Riceviamo e Pubbl.
Enna verso le urne: appello al rinnovamento politico e alla voce dei giovani
Riceviamo e pubblichiamo la nota del sig. Marco Motta sulle prossime elezioni amministrative di Enna
Tra aprile e giugno del prossimo anno il popolo ennese sarà di nuovo chiamato alle urne per decidere a chi affidare il proprio, sempre più
fosco, futuro. Prepariamoci, perché torneranno le fanfare e le sfilate dei soliti, inossidabili politicanti, forti delle loro clientele, per piantare le loro flosce bandierine nel deserto cittadino che hanno lasciato dietro le loro lunghe carriere di malgoverno.
Enna, il centro “periferico” di un'isola abbandonata in mezzo al mare, per tentare una riscossa sociale ed economica ha bisogno di nuove idee, le quali a loro volta hanno bisogno di nuove teste, che dismettano vecchi ed esiziali schemi di pensiero e di azione tipici di una classe dirigente che ostenta ancora tutta l'impudenza della propria impotenza.
Quanti altri giovani ennesi, che da almeno due decenni votano “coi piedi”, cioè emigrando, dovranno ancora dire addio alla loro città, in cerca di miglior fortuna altrove, perché il locale Ancien Régime crolli sotto il peso dei suoi evidenti, tangibili fallimenti? Soltanto un rinnovato personale politico, sganciato da logiche stantie e metodi superati, potrà dare speranze e possibilità ai moltissimi giovani ennesi che sottovoce condannano ogni giorno la cronica mala gestio della cosa pubblica, della casa comune in cui sempre meno si sentono accolti e sempre più messi alla porta. È un dramma epocale: i giovani stanno perdendo la convinzione di potersi costruire un futuro migliore di quello dei loro padri nella terra dei loro padri.
Naturalmente, i vecchi baroni della politica non esiteranno a tacciare di vuoto nuovismo qualunque iniziativa sarà promossa da giovani non cooptati da quei cattivi maestri: è una vuota retorica, oggigiorno per di più alquanto anacronistica, che associa la gioventù all’inesperienza e alla sprovvedutezza, omettendo di ricordare che i grandi cambiamenti storici sono invece avvenuti proprio grazie all’incoscienza e all’immaginazione dei giovani. Beninteso, la gioventù non può essere un alibi per far male ma può senz'altro essere un credito per rischiare di far bene. La cittadinanza non può essere spaventata dal desiderio di cambiamento dei giovani, i quali non possono dimostrare di essere bravi se non si consente loro di mettersi all’opera con generosità e coraggio per fornire risposte efficaci e adeguate a una realtà in rapido disfacimento.
Marco Motta
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