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- Categoria: Riceviamo e Pubbl.
Giovani laureati contro le barriere burocratiche: “Vogliamo aprire cooperative sociali a Enna”
Paola Bologna, 25 anni, psicologa della provincia di Enna, denuncia le difficoltà nell’avviodi una nuova
cooperativa sociale: regolamenti obsoleti e vincoli inspiegabili ostacolano chi vuole investire sul territorio.
Salve, mi chiamo Paola Bologna sono una ragazza della provincia di Enna , ho 25 anni laureata in psicologia. Da qualche mese con delle mie
colleghe stiamo iniziando l'iter per aprire una cooperativa sociale, dove mettere in campo la nostra professione soprattutto per i bambini e ragazzi e rimanere in questa “ fottutisima terra “ ( scusatemi il termine ).
Parto nel dire che oggi l'iter per aprire una cooperativa è complicata e ci vuole un po' di coraggio e pazienza, ma pur di rimanere qui dopo che i nostri genitori hanno speso fortune per farci studiare ed ottenere un titolo, io insieme a 5 ragazzi della provincia abbiamo deciso di intraprendere questa soluzione. Il nostro campo offrire servizi sul sociale ( Asacom , assistenza agli anziani , servizi di ascolto e psicologico ecc.. ) e la possibilità un giorno di gestire una casa famiglia.
Per le cooperative ci sono tanti vantaggi e ringraziamo i centri che ci stanno assistendo per aprirla, ma purtroppo oltre alla burocrazia soprattutto vecchia ed obsoleta ( alla regione siamo fermi al 1990 , per gli standard organizzativi ed iscriversi negli albi regionali ) , anche le pubbliche amministrazioni in particolar modo il comune di Enna non permettono di iniziare a lavorare.
Mi spiego meglio: Confrontandoci con altre cooperative ci si dice che ormai le PA sono sempre in ritardo nei pagamenti ai servizi offerti ai comuni soprattutto nella provincia, ma ad Enna da mesi è entrato un regolamento sugli ASACOM ( prima possibilità per partire dopo essere stati iscritti nei vari albi e la più semplice attività/servizio da iniziare ) dove oltre l’iscrizione all’albo distrettuale è stata chiesta l’iscrizione da almeno 2 anni all’albo stesso per iniziare !! Si, avete capito bene 2 anni !!!. Il
Ciò è stato giustificato che alcune associazioni familiari di disabili hanno richiesto lo status e l’esperienza di chi offre il servizio. Bene mi viene in mente gli annunci che girano “ cercasi giovani neo/laureati con esperienza di almeno un anno nel campo “, ed io chiedo alla classe politica comunale di ENNA che ha approvato questo regolamento , l’esperienza la fa una cooperativa o chi effettivamente svolge il servizio con il bambino?
E dopo due anni che uno è iscritto è non ha mai lavorato , la cooperativa ha acquisito esperienza? .
Mi viene da pensare che forse questo regolamento è servito per blindare in questo periodo dove stanno nascendo diverse cooperative che si vogliono mettere in gioco solo le 3-4 cooperative presenti in provincia.
Come mai negli altri comuni basta solo l’iscrizione all’albo del distretto?
In Italia già viviamo in periodo dove chi ci governa non è vicino alle cooperative e al mondo del sociale, ma la rabbia mia che all’interno del consiglio che ha approvato tale regolamento ci stanno giovani della sinistra che sanno cosa sono le cooperative, le loro difficoltà , i loro bisogni e che in Italia esiste “ ancora per poco “ il principio di libertà !!! La scelta non la può fare il comune ( che ha l’obbligo di visionare e garantire che il servizio sia svolto regolarmente ), ma dai genitori , ed il comune deve garantire il principio di scelta libera delle famiglie ( non si può dire o questa o quella ) , se una famiglia si fida di CAIO per l’assistenza del figlio e della cooperativa X, e CAIO lavora per la cooperativa X , non può essere la classe politica del comune con un regolamento a vietare che questa cooperativa non possa avviarsi e lavorare e far lavorare CAIO perché non è iscritto nell’albo da 2 anni e cosi ledere la scelta libera del genitore !!
La scelta è e deve essere LIBERA!! Chi sceglie ( la famiglia ) se ne assume le responsabilità!!! Che ripeto non è della politica!!
Come mai negli altri comuni ciò non avviene? Il consiglio ha scelto questo regolamento ( in passato era semplice e lineare ) , ma la rabbia è che chi ha proposto ciò e supportato e votato sono uomini e donne che conoscono il mondo delle cooperative , ed il loro partito fa di tutto per incentivarli!
Scusatemi lo sfogo , ma da giovane che vuole investire e rimanere nella propria regione viene difficile , io non so se ci sono state cooperative escluse da questa nuovo regolamento, ma io mi sarei arrabbiata dopo che uno fa tanto per crearsi il proprio futuro !!
Chiedo a titolo della nascente cooperativa ( ma anche per quelle presenti in provincia che si lamentano e non parlano ) che questo obbligo di iscrizione venga tolta, e dal prossimo anno scolastico ( modificandolo ora in tempo e non come sempre all’ultimo ) nel ricordare ai consiglieri che la scelta è LIBERA da parte della famiglia , per chi ha fatto questa discutibile scelta ,chiedo di ritornare indietro, modificandola o togliendo questo articolo nel rispetto dei giovani e meno giovani che trovano nel mondo delle cooperative uno spiraglio di imprenditorialità.
Ringrazio dedalo per la possibilità che da di sfogo ai cittadini ennesi ( anche se non lo sono ) e per le problematiche del territorio.
Cordiali saluti Paola Bologna
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