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- Categoria: Redazionale
Sanità - Budget di Salute ad Enna: autonomia promessa, disuguaglianze garantite
Tra formalismi, esclusioni e opacità, il BdS rischia di diventare uno strumento di dipendenza anziché emancipazione.
Il Budget di Salute, pensato come strumento innovativo per promuovere autonomia e inclusione delle persone con disabilità psichica, mostra ad Enna tutti i limiti di un’applicazione
formale e superficiale. Dietro la facciata dei numeri rispettati e dei Progetti Terapeutici Individualizzati attivati, si nascondono fragilità strutturali che minano il senso stesso del BdS.
La provincia siciliana esibisce dati aggregati rassicuranti, ma basta scendere nel dettaglio per scoprire profonde disomogeneità tra i distretti: alcuni cittadini ricevono budget più generosi, altri quasi nulla, senza alcuna logica documentata. Il risultato è chiaro: opportunità diseguali, trattamento arbitrario e un’evidente perdita di fiducia nel sistema.
A peggiorare la situazione, la trasparenza dei percorsi di affidamento rimane insufficiente. Gli avvisi e gli elenchi degli enti accreditati sono pubblici, ma chi e come gestisce concretamente i PTI (Piano Terapeutico Individuale ) resta un mistero. Esiste una mappatura chiara dei servizi attivi sul territorio né dei centri di aggregazione realmente coinvolti? Il cittadino che osserva impotente, è capace di verificare se le risorse vengano effettivamente utilizzate per emancipare chi ne ha bisogno?
Ma la contraddizione più clamorosa riguarda l’esclusione dei soggetti già in comunità alloggio: proprio chi ha vissuto l’istituzionalizzazione più lunga viene tagliato fuori da uno strumento concepito per liberarlo. Un paradosso che cristallizza dipendenza e immobilismo, tradendo la missione stessa del BdS. Dall’altro lato, la proroga automatica dei budget senza obiettivi concreti rischia di trasformare il percorso in una nuova forma di istituzionalizzazione, invisibile ma altrettanto dannosa.
Il problema di fondo è chiaro: ad Enna il BdS non emancipa, trattiene. Non responsabilizza, consolida la dipendenza. Se si vuole davvero recuperare la funzione originaria del Budget di Salute, servono cambiamenti radicali: accesso inclusivo per chi è in comunità alloggio, distribuzione dei PTI basata su fabbisogni reali, trasparenza totale su numeri e affidamenti, durate flessibili legate a obiettivi misurabili, partecipazione istituzionalizzata attraverso la Consulta per la Salute Mentale e integrazione reale con politiche abitative e lavorative.
Solo così il BdS potrà diventare ciò che prometteva: uno strumento di libertà possibile, non un dispositivo di controllo mascherato da assistenza.
Massimo Castagna
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