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- Categoria: Redazionale
Enna, il cuore commerciale che si spegne: serrande abbassate e futuro incerto
Il centro storico perde attrattiva, gli affitti restano alti e i flussi si spostano a Enna Bassa. Ma con un piano
condiviso di incentivi, eventi e mobilità si potrebbe invertire la rotta.
Ad Enna, il commercio langue. Le serrande che si abbassano nel centro storico sono ormai la fotografia di un fenomeno che non accenna a
fermarsi. A Enna Alta la situazione è particolarmente evidente: locali sfitti, attività che aprono e chiudono nel giro di pochi mesi, vetrine spente che raccontano storie di tentativi falliti.
Gli affitti, spesso sproporzionati rispetto alle possibilità di guadagno, rappresentano una delle cause più pesanti: i canoni vanno dai 350 ai 2.000 euro mensili a seconda della posizione, ma pochi commercianti riescono a reggere i costi in un contesto di domanda debole e consumi ridotti.
I proprietari, talvolta, preferiscono lasciare vuoti i locali piuttosto che abbassare i prezzi, contribuendo alla desertificazione delle vie principali. A reggere, paradossalmente, sono soprattutto le attività condotte da imprenditori stranieri, in particolare cinesi e bengalesi. Minimarket, bazar ed empori che restano aperti fino a tarda sera riescono a sopravvivere grazie a modelli di gestione familiare, orari estesi e margini ridotti.
Per le attività locali, invece, il percorso è più accidentato: ristorazione da asporto, pizzerie e piccoli esercizi tradizionali aprono con entusiasmo, ma spesso chiudono nel volgere di pochi mesi, anche per il peso fiscale enorme. Il problema, però, non è solo economico.
Enna Alta soffre di una cronica difficoltà di accesso: viabilità complessa, carenza di attrattive che spingano cittadini e turisti a trattenersi. Non a caso, molti flussi commerciali si sono spostati verso Enna Bassa, dove servizi e strutture garantiscono più comodità. Confcommercio e le associazioni di categoria lanciano da tempo l’allarme: senza un intervento deciso di Comune, imprenditori e proprietari immobiliari, il cuore della città rischia di svuotarsi sempre di più.
Le proposte non mancano: incentivi per chi apre nuove attività, contratti di affitto agevolati nei primi due anni, eventi culturali e mercatini che riportino vita nelle strade del centro, interventi di decoro urbano e digitalizzazione per i piccoli esercenti.
Un piano di rilancio è possibile, ma richiede visione e collaborazione. Mappare i locali sfitti, coinvolgere direttamente i proprietari, programmare un calendario stabile di iniziative che rendano Enna Alta nuovamente attrattiva.
Perché senza commercio, un centro storico non è solo più povero economicamente: diventa anche più fragile socialmente e culturalmente. La sfida è aperta.
La città può scegliere di assistere, rassegnata, allo svuotarsi progressivo delle sue strade, oppure può decidere di invertire la rotta, restituendo al commercio quel ruolo vitale che ha sempre avuto nella storia e nell’identità di Enna.
Massimo Castagna
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