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Secondo Mark Zuckerberg, entro il 2030 gli occhiali intelligenti potrebbero ridisegnare il nostro rapporto con la tecnologia
Dal 2007, anno del debutto dell’iPhone, gli smartphone sono diventati il fulcro della nostra quotidianità. Non semplici strumenti, ma vere e proprie estensioni della nostra identità
digitale, capaci di concentrare comunicazione, lavoro, intrattenimento e relazioni sociali in un unico dispositivo.
Eppure, qualcosa potrebbe presto cambiare. A sostenerlo è Mark Zuckerberg, fondatore di Meta, secondo cui il dominio degli smartphone sarebbe destinato a esaurirsi nel giro di pochi anni. Il futuro, per lui, non sarà più in tasca, ma letteralmente davanti ai nostri occhi: quello degli smart glasses.
La nuova rivoluzione digitale
In un’intervista rilasciata a The Verge, Zuckerberg ha affermato che “gli occhiali intelligenti saranno la prossima grande piattaforma”. Una previsione che segna una svolta epocale: niente più schermi da consultare continuamente, ma dispositivi indossabili basati sulla realtà aumentata, in grado di integrare il digitale direttamente nel nostro campo visivo.
Secondo il CEO di Meta, entro il 2030 gli smartphone non scompariranno del tutto, ma verranno progressivamente relegati a un ruolo secondario, lasciando spazio a tecnologie più immersive e meno invasive.
I motivi del cambiamento
Alla base di questa trasformazione ci sarebbe una sostanziale stagnazione nell’innovazione degli smartphone. I design si assomigliano sempre di più, le funzionalità avanzano per piccoli incrementi e la dipendenza dagli schermi mostra ormai limiti evidenti. La tecnologia, invece di semplificare, rischia spesso di assorbire tempo e attenzione.
Per Zuckerberg, dunque, è necessario un cambio di paradigma: non più dispositivi da tenere in mano, ma strumenti che si fondano con l’esperienza quotidiana.
L’ampliamento della realtà aumentata
In questo scenario, gli smart glasses rappresentano la chiave di volta. Leggeri, discreti e costantemente connessi, permettono di interagire con il mondo digitale senza isolarsi da quello reale. Dalla traduzione istantanea dei testi alle indicazioni stradali sovrapposte allo spazio fisico, fino alle notifiche proiettate direttamente nel campo visivo: tutto avviene in modo fluido e naturale.
Non a caso Meta è già al lavoro su Orion, un progetto dedicato allo sviluppo di una nuova generazione di occhiali AR. E non è sola: anche colossi come Apple e Google stanno investendo in questa direzione. La corsa al post-smartphone è ufficialmente iniziata.
La vera domanda, a questo punto, non è se gli smart glasses prenderanno il posto degli smartphone, ma quando saremo pronti ad abbandonare definitivamente lo schermo per indossare il futuro.
Fonte: Esquire Italia
La compagnia svedese myFC ha sviluppato una tecnologia innovativa in grado di ricaricare le batterie dei cellulari adoperando una combinazione naturale ed ecosostenibile.
Questa è utilizzata per la realizzazione del prodotto da loro ideato, denominato “Jaq”, il quale consiste in un power bank che prevede l’inserimento al suo interno di cartucce dalle dimensioni compatte e contenute, paragonabili ad una carta di credito, contenenti fino a dieci celle combustibili fatte mescolando tra loro acqua e sale.
“Abbiamo creato il sistema di ricarica a celle combustibile più potente al mondo”, afferma il CEO della società, Bjorn Westerholm.
Infatti ciascuna cartuccia è capace di completare un singolo ciclo di ricarica nell’arco di qualche minuto dall’inserimento della cartuccia, poiché una volta avviata la reazione chimica si esaurisce in poco tempo.
Il principale punto di forza su cui l’azienda punta maggiormente è l’ecosostenibilità di tale progetto.
Difatti, contrariamente ad un classico powerbank che necessita di essere ricaricato una volta esaurita la sua batteria, Jaq funziona completamente senza l’ausilio della corrente elettrica; ed inoltre le sue cartucce (power card) sono realizzate in plastica riciclabile, in modo da diminuire ulteriormente l’impatto ambientale.
Al momento l’obiettivo dell’azienda è quello di moderare i prezzi unitari del prodotto, attraverso degli accordi con catene di distribuzione nazionali ed internazionali.
Il lancio di Jaq in Italia è previsto entro metà anno.