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Il riscatto della laurea è uno strumento prezioso per chi desidera anticipare l’uscita dal lavoro e ottenere una pensione più elevata. Consente di convertire fino a 5 anni di studi
universitari in contributi validi ai fini pensionistici, sia per il diritto alla pensione sia per il calcolo dell’importo.
Requisiti Fondamentali
- Il corso di studi deve essere concluso con il conseguimento del titolo.
- Non è possibile riscattare anni non coperti da contribuzione o già coperti da contributi versati.
Costi e Modalità di Calcolo
- Riscatto ordinario: calcolo retributivo (pre-1996) o contributivo (post-1996).
- Riscatto agevolato: importo fisso, ma meno vantaggioso per il calcolo della pensione.
Agevolazioni Fiscali e Rateizzazione
- Pagamento possibile in un’unica soluzione o fino a 120 rate mensili.
- Deduzione fiscale dell’importo versato, con risparmio sull’IRPEF.
Chi Può Fare Domanda
- Tutti i laureati, anche già pensionati (per aumentare l’importo).
- Iscritti all’INPS o chi deve ancora iniziare la propria posizione contributiva.
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Firmato il decreto attuativo: misura sperimentale valida per il 2025
Scatta l’Ires premiale per le imprese “virtuose”. Con il decreto ministeriale appena firmato, entra in vigore la misura prevista
dall’ultima legge di Bilancio che riduce l’aliquota dal 24% al 20% per le aziende che reinvestono gli utili e aumentano l’occupazione stabile. L’agevolazione, valida in via sperimentale per il periodo d’imposta 2025, richiede che almeno l’80% degli utili 2024 resti a patrimonio netto per tre anni, con il 30% destinato a investimenti in beni innovativi 4.0 e 5.0. Tra i requisiti anche l’assunzione di almeno l’1% di lavoratori a tempo indeterminato e il mantenimento di una forza lavoro non inferiore alla media del triennio 2022-2024. Restano escluse le imprese in liquidazione, quelle in perdita nel 2023 o soggette a procedure concorsuali. Il viceministro all’Economia Maurizio Leo ha definito la misura “un intervento sperimentale per sostenere crescita, innovazione e nuova occupazione”, aggiungendo che sarà valutata in vista di una possibile proroga o stabilizzazione nella prossima manovra.
Palermo - La Regione Siciliana alza la voce sulla vertenza Almaviva, chiedendo di non interrompere il tavolo di crisi avviato per affrontare
l’emergenza occupazionale. L’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, in accordo con il presidente Renato Schifani, ha inviato una nota ufficiale ai ministri delle Imprese e del Lavoro, agli assessori regionali al Lavoro e alla Salute e ai relativi dipartimenti, sollecitando la prosecuzione del confronto.
«L’interruzione del dialogo – sottolinea Tamajo – metterebbe a rischio i progressi raggiunti finora e spegnerebbe un percorso di ricerca di soluzioni condivise che è stato un punto di riferimento per tutti gli attori coinvolti». La vertenza riguarda i lavoratori di Almaviva Contact licenziati a partire dal 1° agosto, a seguito della procedura di licenziamento collettivo scattata dopo il mancato accordo sindacale del 28 luglio.
«Si tratta di centinaia di famiglie siciliane che rischiano di precipitare in una condizione di emergenza occupazionale e sociale – aggiunge Tamajo –. Per questo chiediamo con forza che le istituzioni mantengano il loro impegno e si fissi al più presto un nuovo incontro dedicato alla vertenza».
Ad agosto, Palermo ha registrato un calo del 10% nelle presenze turistiche rispetto allo stesso mese del 2024, secondo i dati di Federalberghi
Palermo. La presidente degli albergatori palermitani, Rosa Di Stefano, definisce il dato “un campanello d’allarme” e sottolinea come la percezione di insicurezza stia minando l’attrattività della città.
“Palermo ha un potenziale straordinario – afferma – ma in un mercato globale competitivo, l’immagine della destinazione è decisiva. Servono azioni immediate per migliorare sicurezza urbana e gestione degli spazi pubblici, altrimenti rischiamo di perdere il posizionamento conquistato negli ultimi anni.”
Secondo il Conto Satellite del Turismo, ogni euro speso da un turista genera benefici diffusi lungo tutta la filiera economica, creando occupazione stabile. Palermo, con un valore aggiunto turistico stimato in 795,5 milioni di euro, si conferma 16ª in Italia per ricchezza prodotta dal settore.
Il turismo in città non si limita all’ospitalità: coinvolge ristorazione, artigianato, commercio, eventi, cultura e trasporti, alimentando un vero e proprio ecosistema.
“Proteggere il brand Palermo – conclude Di Stefano – significa difendere migliaia di posti di lavoro e centinaia di imprese. Con politiche adeguate e una visione di lungo periodo, il turismo può diventare un motore ancora più potente per la crescita della città.”
La Regione Siciliana ha raggiunto e superato gli obiettivi di spesa del Programma Operativo FSE 2014–2020, principale strumento dell’UE per l’occupazione e
l’inclusione sociale. Su 615 milioni assegnati, certificati 651 milioni con un overbooking di 36 milioni. Finanziati oltre 15.000 interventi e coinvolti più di 200.000 cittadini in percorsi di lavoro, formazione e istruzione. Un risultato che, secondo il presidente Schifani e l’assessore Turano, dimostra la capacità della Regione di spendere bene e nei tempi, liberando ulteriori fondi per nuovi progetti sociali e occupazionali.
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