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Disponibilità spazi per comunicazione politica elettorale – Elezioni amministrative Sicilia 24-25 maggio
Legge n. 28/2000 (Par Condicio)
Il sito dedalomultimedia.org informa che, in occasione delle elezioni amministrative che si terranno in Sicilia nelle giornate del 24 e 25 maggio, sono resi disponibili spazi per la diffusione di messaggi di comunicazione politica elettorale a pagamento.
Gli spazi pubblicitari sono destinati a candidati, liste, partiti e comitati elettorali e comprendono:
• banner pubblicitari
• articoli sponsorizzati
• contenuti multimediali (video/interviste promozionali)
Tutti i contenuti pubblicitari saranno chiaramente identificati come “messaggi politici elettorali a pagamento”, nel rispetto dei principi di trasparenza e distinzione tra informazione e comunicazione promozionale.
L’assegnazione degli spazi avverrà su richiesta degli interessati e secondo criteri oggettivi, nel rispetto dei principi di parità di accesso e non discriminazione. Le condizioni economiche applicate saranno uniformi per tutti i soggetti richiedenti.
Le tariffe degli spazi pubblicitari sono disponibili su richiesta e/o consultabili nell’apposita sezione dedicata.
I soggetti interessati dovranno fornire:
• indicazione del committente responsabile del messaggio
• dichiarazione di conformità dei contenuti alla normativa vigente in materia elettorale
dedalomultimedia.org si riserva la facoltà di non pubblicare contenuti che risultino non conformi alle disposizioni di legge o ai principi sopra indicati.
Nel periodo di silenzio elettorale, come previsto dalla normativa vigente, non sarà effettuata alcuna pubblicazione di contenuti di propaganda politica.
Per informazioni, disponibilità e prenotazioni è possibile contattare la redazione attraverso i canali ufficiali del sito.
Al convegno “Il ruolo del Codice della Crisi nel rilancio dell’economia italiana” esperti
nazionali hanno discusso i risultati della composizione negoziata,
Mazara del Vallo, storica città crocevia di popoli e culture, per il secondo anno consecutivo è stata teatro di un grande confronto sulle nuove
frontiere del diritto d’impresa. Il convegno “Il ruolo del Codice della Crisi nel rilancio dell’economia italiana” ha riunito esperti, accademici e professionisti che hanno analizzato i dati e le prospettive della composizione negoziata, il meccanismo introdotto dal Codice della Crisi del 2022, considerato una rivoluzione normativa.
Secondo i dati Unioncamere, in quattro anni circa 3.500 imprese hanno presentato domanda, con 2.000 casi chiusi, 420 aziende e 24.000 lavoratori salvati, senza contare l’indotto e le filiere produttive.
In Sicilia i numeri sono più contenuti: su 80 procedure avviate, 10 hanno avuto esito positivo, tra cui il caso del petrolchimico di Gela. I vantaggi principali di questo strumento emergono con chiarezza: procedure rapide (6-12 mesi), gestione diretta dell’impresa da parte dell’imprenditore, supporto di un esperto (avvocato, commercialista o manager) incaricato di mediare con i creditori e costi contenuti. Inoltre, la composizione negoziata ha superato per numero di casi concordati e accordi, diventando la prima scelta per chi affronta situazioni di difficoltà. Un sistema digitale e accessibile, gestito attraverso le Camere di Commercio e senza passaggi obbligati dai tribunali.
Dalla Legge Salva Suicidi al Codice della Crisi
Il percorso di riforma affonda le sue radici nella Legge Salva Suicidi del 2012, nata per dare una via d’uscita a consumatori e soggetti non fallibili, e culmina con il Codice della Crisi del 2022, varato dopo la pandemia per ridisegnare il sistema di gestione delle insolvenze. Una rivoluzione che ha anche cancellato i termini “fallimento” e “fallito”, segnando il distacco da un approccio punitivo ereditato dal Regio Decreto del 1942. Come ricordato dall’avvocato Antonio Giulio Alagna, promotore dell’iniziativa insieme a Salvatore Castiglione, il cambiamento è soprattutto culturale: “Divulgare queste informazioni affinché nessuno debba più sentire il peso e la disperazione della crisi è il nostro scopo”. Un messaggio forte in un Paese che fino a pochi anni fa esibiva pubblicamente lo stigma del fallimento, dalla croce sulle case dei debitori al basco verde imposto nel Medioevo agli insolventi.
Esperti e testimonianze d’eccellenza
Al convegno sono intervenuti alcuni tra i maggiori protagonisti della materia:
Prof. Marcello Pollio (UniPegaso), che ha risanato realtà calcistiche come Sampdoria e Reggina;
Prof. Alessandro Danovi (Università di Bergamo e Bocconi), commissario straordinario del gruppo Ilva di Taranto;
Dott. Sandro Pettinato, vicesegretario generale di Unioncamere, coinvolto direttamente nella procedura della composizione negoziata;
Prof. Andrea Panizza (Università di Ferrara e Piemonte Orientale), autore dell’ultima edizione dei principi di attestazione dei piani di risanamento (2024) e consulente nel rilancio di gruppi come Trussardi.
Un dibattito che ha dimostrato come la sfida non sia soltanto giuridica ed economica, ma anche culturale: trasformare la crisi in un’occasione di rilancio, in linea con i modelli internazionali dove cadere e risollevarsi è parte del percorso imprenditoriale.
Il Contingente Ispettorato Nazionale del Lavoro Sicilia ha riscontrato due lavoratori irregolari su tre,
oltre a gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Enna - Gli ispettori del Contingente INL Sicilia, in servizio nella provincia di Enna, hanno effettuato nei giorni scorsi un accesso ispettivo in
un’autocarrozzeria. Dal sopralluogo è emerso che due operai su tre erano impiegati senza contratto di lavoro.
A seguito dell’accertamento, è stata disposta la sospensione immediata dell’attività imprenditoriale.
Per ottenere la revoca del provvedimento, il titolare dovrà versare una sanzione amministrativa di 2.500 euro. L’ispezione ha inoltre evidenziato diverse irregolarità sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: mancata conformità delle strutture, assenza dei giudizi di idoneità alla mansione specifica e carenza di formazione generale e specifica dei lavoratori.
Per tali violazioni, in applicazione del Testo Unico sulla sicurezza, sono state elevate ammende per circa 5.000 euro, a cui si aggiunge la maxi-sanzione di 1.950 euro per il lavoro nero. L’importo complessivo delle sanzioni supera così i 9mila euro.
L’azienda rinvia la sua presenza al 29 ottobre, mentre procede con i licenziamenti. De Leo (FI) parla
di “delocalizzazione pianificata”, Tamajo annuncia un tavolo di crisi nazionale
Palermo - Alla Commissione Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana si è discusso il caso Cargill, lo stabilimento di Giammoro a
Pace del Mela (Messina) per cui è stata annunciata la chiusura con il rischio concreto di 49 licenziamenti.
La riunione, attesa per chiarire il futuro dei lavoratori, si è svolta senza i rappresentanti della multinazionale, che hanno chiesto di rinviare la loro partecipazione al prossimo 29 ottobre. Un’assenza che ha generato forti critiche.
“È un comportamento inaccettabile – ha commentato Alessandro De Leo di Forza Italia –. Rinviare l’audizione e, nello stesso tempo, inviare le lettere di licenziamento significa mancare di rispetto alle istituzioni e a decine di famiglie che vivono ore di angoscia e incertezza.”
De Leo ha denunciato la mancanza di motivazioni economiche o industriali alla base della chiusura, attribuendo la decisione a una strategia di delocalizzazione successiva all’apertura del nuovo impianto in Brasile. Ha inoltre evidenziato l’impatto sull’intera filiera agrumaria siciliana, che perderebbe un punto di riferimento per il conferimento della materia prima, con conseguenze economiche gravi per le aziende agricole.
Per questo motivo, il deputato azzurro ha chiesto formalmente alla Regione di intervenire subito, bloccando le procedure di licenziamento almeno fino al 29 ottobre, quando i vertici aziendali saranno tenuti a riferire in Commissione.
Durante la seduta, l’assessore alle Attività Produttive, Edj Tamajo, ha annunciato la volontà di aprire un tavolo di crisi nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per affrontare la vertenza in un contesto istituzionale più ampio e cercare soluzioni concrete per la salvaguardia dei posti di lavoro.
“Se l’azienda decidesse di non proseguire l’attività a Giammoro – ha concluso De Leo – bisogna immediatamente aprire un tavolo con potenziali acquirenti, così da garantire continuità produttiva e occupazionale. Difendere lo stabilimento significa difendere la Sicilia che lavora e produce.”
Secondo l’Osservatorio Facile.it – Assicurazione.it, la provincia di Enna registra il premio medio
più basso dell’Isola. L'incremento regionale è del 6,2%. Caltanissetta la più cara
Il premio medio per assicurare un’auto in provincia di Enna ad agosto 2025 si è attestato a 472,20 euro, con un aumento del 3,4% su
base annua. Lo rivela l’Osservatorio RC Auto Facile.it – Assicurazione.it, che colloca Enna come la provincia siciliana con le tariffe più basse. Nel complesso, la Sicilia si conferma tra le regioni più costose d’Italia per l’RC Auto, con un premio medio di 666,24 euro e un incremento del 6,2% rispetto allo scorso anno — il quarto rialzo più alto a livello nazionale. L’analisi provinciale evidenzia forti differenze interne. La provincia più cara è Caltanissetta, dove assicurare un’auto costa in media 734,97 euro, con un incremento del 14%. Seguono Palermo (715,79 euro, +9,9%), Messina (700,59 euro, +7,1%) e Ragusa (680,95 euro, +2%). A metà classifica si collocano Catania (672,35 euro, +1%), Siracusa (596,97 euro, +6,7%), Trapani (579,46 euro, +2,1%) e Agrigento (566,04 euro, +9%). Enna chiude la graduatoria regionale con il valore più basso, confermandosi l’area più conveniente per gli automobilisti siciliani, nonostante il lieve aumento dei premi.
Foto: Prima91
Lunedì 7 ottobre attivo unitario di Fim, Fiom e Uilm. I sindacati denunciano l’assenza di una
strategia chiara per il futuro del polo industriale e chiedono investimenti certi per una transizione green
Siracusa – Lunedì 7 ottobre, alle ore 9.30, si terrà presso la Cassa edile di Siracusa, in via Ermocrate 6, l’attivo unitario di Fim, Fiom e Uilm
per discutere del futuro del petrolchimico siracusano.
Le sigle sindacali, in una nota congiunta, hanno denunciato «l’assenza di una strategia politica chiara e condivisa per la riconversione dell’area industriale di Priolo-Augusta-Melilli, con il rischio concreto di pesanti ripercussioni sull’occupazione e sul futuro produttivo del territorio».
All’incontro parteciperanno i segretari regionali Piero Nicastro (Fim), Francesco Foti (Fiom) e Vincenzo Comella (Uilm), insieme ai segretari provinciali Angelo Sardella, Antonio Recano e Giorgio Miozzi, oltre a delegate e delegati delle fabbriche. I sindacati chiedono un confronto urgente con governo, imprese e istituzioni locali, nonché investimenti pubblici e privati per avviare una riconversione sostenibile e competitiva.
«Occorre valorizzare le aree industriali dismesse con progetti green e innovativi» – scrivono i segretari. La situazione del polo viene descritta come preoccupante: «Peggiorano le condizioni dei lavoratori e l’evidenza rappresentata da impianti spenti, assenza di manutenzione e abbassamento dei livelli di sicurezza produce il rischio di azzerare 70 anni di storia industriale, con la perdita di migliaia di posti di lavoro».
Fim, Fiom e Uilm evidenziano come, ad oggi, non ci siano indicazioni chiare da parte del governo su obiettivi, settori strategici e coperture finanziarie. «I lavoratori vogliono essere protagonisti del cambiamento, non spettatori passivi – affermano –. La transizione energetica non può essere una promessa astratta: servono azioni immediate, risorse concrete e una visione industriale moderna».
L’attivo unitario servirà a definire le prossime azioni sindacali e a lanciare un monito alle istituzioni: «Il polo siracusano ha tutte le potenzialità per diventare un modello nazionale di riconversione sostenibile. Ma serve coraggio politico, i lavoratori non possono più attendere».
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