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Siracusa - Prosegue in Sicilia il ciclo di incontri territoriali “Opportunità Coesione”, promosso dal Dipartimento della Programmazione della
Regione Siciliana per incentivare la partecipazione a bandi finanziati dai fondi europei e nazionali 2021-2027. La seconda tappa si terrà il 6 giugno a Siracusa, presso la Sala Ferruzza-Romano del Castello Maniace, e sarà l’occasione per presentare bandi attivi e futuri per un totale di oltre 810 milioni di euro.
Le risorse derivano dai programmi FESR e FSC e sono così ripartite: 513 milioni per le imprese, 297 milioni per enti locali e terzo settore. Durante l’incontro interverranno dirigenti regionali dei settori chiave (Turismo, Attività produttive, Acqua e rifiuti, Famiglia) e rappresentanti del Comune di Siracusa, capofila della FUA “Area Vasta Syracusae”.
Nel pomeriggio, previste visite a progetti finanziati, tra cui: L’ex Albergo scuola riconvertito in housing sociale, affidato allo IACP; Il centro scientifico marino IDMAR-KM3NeT a Portopalo, il più grande laboratorio europeo per la ricerca sui neutrini, guidato dall’INFN. La prima tappa del ciclo si terrà il 5 giugno a Ragusa, con visite a progetti innovativi di edilizia sociale e tracciabilità zootecnica, tra cui il progetto BioTrak, candidato ai premi europei RegioStars.
Occupazione in sofferenza a Palermo ed Enna: preoccupa il tasso di inattività. La Camera di Commercio lancia l’allarme
Palermo - Un quadro preoccupante quello che emerge dall’analisi del Centro Studi delle Camere di Commercio “G. Tagliacarne”, che ha
messo sotto la lente il mercato del lavoro nella Città Metropolitana di Palermo e nella provincia di Enna. I dati, aggiornati al 2024 e relativi alla fascia d’età 15-64 anni, evidenziano criticità strutturali ormai croniche, soprattutto per giovani e donne. A Palermo, il tasso di occupazione si ferma al 44,4%, con una differenza di 20,3 punti percentuali tra uomini e donne.
Ancora più allarmante il tasso di inattività, che tocca il 48%, e un tasso di disoccupazione del 14,7%. A rendere il quadro ancora più critico è la posizione in classifica nazionale: il capoluogo siciliano è al 101° posto su 107 province. Non va molto meglio a Enna, dove il tasso di occupazione raggiunge il 48,6%, ma la disparità di genere è ancora più marcata, con una differenza di 22,7 punti percentuali. Il tasso di inattività è del 45,6% e la disoccupazione si attesta al 10,7%, con una previsione di appena 7,2 ingressi lavorativi ogni 100 residenti. “Purtroppo anche nel 2024 le province di Palermo ed Enna si confermano agli ultimi posti per occupazione giovanile e femminile.
Ma il dato che desta maggiore allarme è il tasso di inattività, molto più alto rispetto al Nord del Paese – ha commentato Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio Palermo Enna –. È un divario che riflette lo squilibrio dell’economia italiana e l’allargarsi della forbice tra Nord e Sud”. Albanese evidenzia un unico segnale, seppur flebile, di dinamismo: l’aumento di ingressi nel mercato del lavoro di manodopera altamente specializzata. Ma non basta. “Serve una riflessione profonda sulle politiche da mettere in campo per sostenere concretamente l’occupazione, a partire dal Mezzogiorno. È indispensabile il mantenimento della decontribuzione, anzi è urgente una misura strutturale per i prossimi cinque anni che incentivi le assunzioni a lungo termine”.
Infine, Albanese mette in guardia contro le iniziative ideologiche che rischiano di smantellare strumenti efficaci per il lavoro: “Non possiamo permetterci di perdere misure che si sono rivelate un volano per le assunzioni. Occorre coerenza e visione, non passi indietro”. Un appello forte e chiaro che chiama in causa istituzioni e politica: senza interventi mirati e duraturi, il futuro occupazionale del Sud rischia di restare in una pericolosa stagnazione.


Roma - Secondo i dati diffusi dall’Istat, il Mezzogiorno ha registrato nel 2023 una crescita del PIL pari all’1,5%, superando la media nazionale.
Un dato che, per Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, rappresenta un segnale incoraggiante per il Sud Italia e conferma che “laddove vi siano investimenti e politiche mirate, il Sud è perfettamente in grado di esprimere il proprio potenziale”. La crescita, sottolinea Capone, è frutto anche delle misure messe in campo dal Governo, come gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), le semplificazioni amministrative e le agevolazioni fiscali dedicate al Mezzogiorno.
“Sono strumenti che – ha spiegato – stanno cominciando a produrre effetti tangibili sui territori, ma non possiamo fermarci qui”. Nonostante il dato positivo, permangono significativi divari in termini di PIL pro-capite, reddito disponibile e qualità dei servizi, in particolare nel settore dell’infanzia e del welfare sociosanitario. “È indispensabile rafforzare gli sforzi – ha aggiunto – attraverso un piano straordinario per l’occupazione, il rilancio dell’industria e il potenziamento dei servizi pubblici essenziali”.
Tra le priorità indicate da Capone c’è anche il superamento del gap infrastrutturale con il Nord Italia. In tal senso, il Ponte sullo Stretto di Messina viene visto come un’opera strategica: “Garantire la continuità territoriale con la Sicilia significa favorire uno sviluppo omogeneo in tutto il Sud e rafforzare l’unità del Paese”. Il leader sindacale ha infine ribadito l’importanza del Mezzogiorno come risorsa strategica per lo sviluppo dell’intera nazione: “Proseguire sulla strada della coesione sociale, della valorizzazione delle competenze locali e del rafforzamento delle infrastrutture è la chiave per offrire ai giovani e alle famiglie del Sud prospettive concrete e durature”.
Palermo - Per il quinto anno consecutivo, gli studenti del primo anno della Laurea Magistrale in Economia e Management (LM77) del
Dipartimento GEC della LUMSA di Palermo hanno partecipato a un percorso pratico di Management Consulting, guidati dai docenti Letizia Lo Presti e Raffaele Mazzeo. Il progetto ha coinvolto gli studenti in veri e propri casi di consulenza aziendale a beneficio di realtà del territorio palermitano. Divisi in gruppi, i futuri manager hanno affrontato sfide come il lancio e il riposizionamento di prodotti, la digitalizzazione della comunicazione aziendale, la creazione di modelli di controllo di gestione, la gestione dei costi di commessa e il coinvolgimento degli stakeholder. Tra gli enti coinvolti figurano Sicindustria, Eoss di Prysmian, Canino srl SB, Emmaus, e il Comune di Palermo. I risultati dei progetti sono stati presentati in Aula Magna alla presenza dei referenti aziendali, dimostrando un'efficace sinergia tra università e territorio.
Il governo regionale siciliano ha approvato il programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (Gol), parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), con un finanziamento di 78,3 milioni di euro, su una dotazione totale di oltre 129 milioni destinati alla regione. L’obiettivo è favorire l’inserimen
to e il reinserimento lavorativo di disoccupati e soggetti fragili, attraverso percorsi di formazione personalizzati e servizi di accompagnamento al lavoro.Il programma mira a migliorare l’occupabilità di persone in condizioni di svantaggio, come disoccupati di lungo periodo, beneficiari di ammortizzatori sociali, NEET under 30, donne svantaggiate, persone con disabilità, over 55 e lavoratori con redditi bassi. Possono partecipare anche cittadini non comunitari con permesso di soggiorno valido.Le risorse sono suddivise in tre aree principali: 13,3 milioni di euro per il reinserimento professionale, 15 milioni per l’upskilling dei lavoratori e oltre 49 milioni per il reskilling e la riqualificazione delle competenze. I percorsi formativi saranno altamente personalizzati, in linea con le strategie europee sulle competenze digitali e il diritto sociale, per favorire l’occupabilità e rafforzare la competitività dell’isola.Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha sottolineato come questa misura rappresenti un’opportunità per restituire prospettive professionali a soggetti fragili e migliorare l’inclusione sociale, contribuendo allo sviluppo dell’economia locale.
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