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L’estate 2025 si preannuncia da record per il turismo italiano. Secondo il Centro Studi Conflavoro, le presenze complessive raggiungeranno
quota 268 milioni, in crescita del 2,1% rispetto al 2024 e ormai allineate ai livelli pre-pandemia. Ma è la spesa complessiva a stupire: 71,8 miliardi di euro, con un balzo del 12,3% sull’anno precedente. Una trasformazione profonda è in corso: “Il turismo sta cambiando volto — spiega Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro — non è più solo mare o città d’arte. Crescono le esperienze autentiche, sostenibili, personalizzate. I borghi stanno diventando il simbolo di questo nuovo modello: diffuso e integrato nelle comunità locali. È lì che dobbiamo investire”.
Borghi protagonisti: +22,5% di presenze
A trainare la crescita sono i borghi e le aree rurali, che registrano un +22,5% rispetto al 2024. I viaggiatori — italiani e stranieri — scelgono località meno affollate e più autentiche, spesso spinte dal desiderio di sfuggire alla calura estiva (38,5%), ma anche di riscoprire il patrimonio culturale (32,7%) e adottare uno stile di viaggio più sostenibile (28,8%).
Tra i luoghi emergenti:
Pitigliano, Sovana e Sorano (Toscana, +28,3%)
Bevagna e Montefalco (Umbria, +24,7%)
Offida e Moresco (Marche, +31,2%)
Pacentro e Scanno (Abruzzo, +27,8%)
Venosa e Guardia Perticara (Basilicata, +29,5%)
Erice e Castelmola (Sicilia, +25,7%)
Crescono anche i cosiddetti “distretti di borghi” come Val d’Orcia, Monti Sibillini e Cinque Terre, con tassi di crescita superiori al 30%.
Turisti stranieri in vantaggio: +59,3% della spesa
Su 65,5 milioni di turisti stimati, gli stranieri rappresentano la maggioranza (51,6%) e generano oltre il 59% della spesa turistica grazie a soggiorni più lunghi (8,5 notti in media contro 7,3 degli italiani) e maggiore disponibilità a investire in vacanze premium.
Cresce infatti la domanda di:
camere superior (+18,3%)
esperienze enogastronomiche (+22,7%)
servizi personalizzati come tour privati e guide (+27,5%)
Anche l’aumento dei costi influisce: alloggio (+5,8%), ristorazione (+4,3%) e trasporti (+6,2%).
Le destinazioni preferite: Puglia, Sicilia e Toscana in testa
Tra le mete italiane più richieste dagli italiani (72,3% sceglieranno di restare in patria): Puglia (15,8%) Sicilia (14,7%) Toscana (13,2%) Sardegna (11,8%) Campania (9,3%)
All’estero restano salde Spagna, Grecia e Croazia, ma crescono i viaggi a lungo raggio: Giappone (+18,7%), USA (+15,3%), Thailandia (+14,2%).
Target generazionali: ogni fascia ha le sue mete 18-30 anni: città d’arte, isole, Riviera Romagnola 31-45 anni: Toscana, Puglia, Riviera Adriatica 46-60 anni: Sicilia, Umbria, Costiera Amalfitana Over 60: terme, laghi, località balneari tranquille
Palermo - FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil Sicilia esprimono soddisfazione per l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Siciliana,
Renato Schifani, che prevede la sospensione delle attività in determinati settori produttivi durante le ore più calde delle giornate ad alto rischio per le elevate temperature. “È un importante gesto di civiltà e un grande traguardo per la sicurezza dei lavoratori”, dichiarano Antonino Potenza, Paolo D’Anca e Giovanni Pistorio, segretari generali dei tre sindacati, che nei giorni scorsi avevano sollecitato l’adozione del provvedimento, come già avvenuto lo scorso anno.
“Un’iniziativa indispensabile – aggiungono – soprattutto in una regione come la nostra, dove durante l’estate si registrano temperature estreme che mettono seriamente a rischio la salute e la vita di chi lavora all’aperto.” I segretari concludono sottolineando che l’ordinanza aiuterà a prevenire infortuni e a garantire maggiori controlli: “Confidiamo che questa misura consenta di ridurre i pericoli per i lavoratori, aumentando il livello di monitoraggio da parte delle autorità competenti. Continueremo a vigilare, chiedendo interventi mirati per proteggere gli operai e rafforzare la collaborazione tra sindacati e istituzioni.”
Palermo - Il segretario generale della Uila Sicilia, Nino Marino, accoglie con favore l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Siciliana,
che vieta il lavoro nei campi e nelle serre durante le ore più calde delle giornate con allerta caldo fino al 31 agosto. Una misura importante per proteggere i lavoratori agricoli dallo shock termico. Marino sottolinea l'importanza dell'anticipo della misura rispetto all'anno precedente e l'ascolto dimostrato dall’attuale amministrazione, in contrasto con il passato.
Tuttavia, avverte che l’efficacia dell’ordinanza dipenderà dai controlli sul rispetto delle norme, per evitare che imprese-pirata continuino a ignorare sicurezza e diritti dei lavoratori, danneggiando anche le aziende corrette. La Uila chiede maggiori ispezioni e ricorda agli imprenditori agricoli l’obbligo di rispettare le normative su salute e sicurezza, incluse le misure per il rischio microclimatico e il possibile ricorso alla cassa integrazione ordinaria per temperature elevate.
Palermo - L’economia siciliana attraversa una fase espansiva. A confermarlo è il più recente rapporto della Banca d’Italia, che evidenzia segnali
positivi su più fronti. Un andamento che, secondo l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino, è anche il risultato delle strategie messe in campo dal governo regionale guidato da Renato Schifani.
«È un segnale importante – dichiara Dagnino – che ci incoraggia a proseguire nella definizione di politiche capaci di fronteggiare le incertezze legate al contesto geopolitico internazionale». Il report sottolinea un miglioramento generalizzato degli indicatori economici, a partire dalle entrate della Regione, aumentate del 14,9%. «Un dato – spiega l’assessore – che contribuisce al miglioramento dei saldi di finanza pubblica e consente un’espansione responsabile della spesa». Tra gli aspetti più significativi, emerge anche una crescita dell’occupazione qualificata.
«Registriamo un incremento dei lavoratori impiegati in professioni ad alta specializzazione – conclude Dagnino – e intendiamo rafforzare questa tendenza, promuovendo politiche per il rientro dei cervelli e l’attrazione di nomadi digitali. Il capitale umano è centrale per la competitività e lo sviluppo delle imprese siciliane».
Ordinanza valida fino al 31 agosto
Con l'arrivo dell'estate e l’intensificarsi delle ondate di calore, la Regione Siciliana ha adottato nuove misure per tutelare i lavoratori
esposti al rischio termico. Il presidente Renato Schifani ha firmato un’ordinanza che vieta lo svolgimento di attività lavorative nei settori agricolo, florovivaistico, edile (e affini) e nelle cave durante le ore più calde della giornata, dalle 12:30 alle 16:00, nei giorni e nelle aree in cui è previsto un livello di rischio “alto” per esposizione al sole e attività fisica intensa. Il monitoraggio delle condizioni sarà effettuato attraverso i dati del progetto Worklimate 2.0, curato da Inail, che fornirà aggiornamenti in tempo reale sul rischio per i lavoratori all’aperto. Il provvedimento, valido fino al 31 agosto, è stato definito dal presidente Schifani come una misura necessaria per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, basata su evidenze scientifiche e pensata per prevenire gravi conseguenze legate allo stress termico. Il governo regionale sottolinea inoltre l’importanza della collaborazione da parte di imprese e datori di lavoro nel rispetto dell’ordinanza. L’obbligo non si applicherà in caso di interventi urgenti di pubblica utilità, protezione civile o emergenza, anche se in tali situazioni i datori di lavoro dovranno comunque adottare misure specifiche per tutelare i dipendenti coinvolti.
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